

Il genio creativo di Roberto Sebastian Matta – il cui nome resta indissolubilmente legato a quello di Tarquinia – protagonista al Salone del Mobile 2026: all’interno del nuovo percorso espositivo “Salone Raritas”, dedicato al design da collezione, la presenza dell’artista cileno, tra i più influenti del Novecento, conferma l’attualità di una ricerca capace di superare i confini tra arte, architettura e progetto.
Paradisoterrestre a Raritas: riedizioni e valorizzazione storica
All’interno della manifestazione, in programma in questi giorni a Rho Fiera Milano, Paradisoterrestre presenta infatti un progetto espositivo che valorizza il contributo di Matta nel design, attraverso un lavoro di ricerca e riedizione di opere storiche. “Salone Raritas”, curato da Annalisa Rosso, Editorial Director & Cultural Events Advisor del Salone del Mobile.Milano, rappresenta una delle principali novità dell’edizione 2026, con l’obiettivo di mettere in dialogo pezzi unici, edizioni limitate e progettazione contemporanea.
La partecipazione di Paradisoterrestre si inserisce in questa visione, proponendo una selezione che restituisce la complessità del lavoro di Matta e il suo approccio sperimentale. Non si tratta di una semplice operazione nostalgica, ma di un percorso che mira a riportare nel presente oggetti e idee ancora capaci di dialogare con il design contemporaneo.
Le opere in mostra: “Margarita” e il dialogo con il contemporaneo
Tra le opere esposte spicca “Margarita”, seduta-scultura in bronzo progettata nel 1971 per la collezione Ultramobile di Dino Gavina e oggi riproposta in una riedizione limitata a 25 esemplari. L’oggetto rappresenta uno dei punti più alti della ricerca di Matta nel design, con una forma organica che supera la distinzione tra arredo e scultura.
Accanto a “Margarita”, il percorso espositivo ad opera di Formafantasma evidenzia un più ampio lavoro di valorizzazione dell’immaginario progettuale dell’artista: nell’occasione sono presentate per la prima volta anche le riedizioni in edizione limitata delle lampade Ore Tre, Mezzanotte e Rombo, nate dalla poliedrica immaginazione di Matta, oltre all’ altra opera d’arte funzionale Sacco Alato, anch’essa disegnata per la collezione Ultramobile di Gavina. inserito in un dialogo con produzioni contemporanee presenti a Raritas.
L’eredità creativa del genio artistico di Roberto Matta è tutelata oggi dagli Archivi Matta, con sede presso il Ritiro della Bandita che, per l’artista cileno, è stato casa, rifugio e luogo di lavoro fino agli ultimi anni della sua attività. Luogo dall’enorme fascino, che conserva molti tesori dell’artista, dalle sculture in bronzo alle ceramiche, dai pastelli alle tele a installazioni che ne testimoniano l’immaginario fantastico. Nell’autunno del 2022, a vent’anni dalla scomparsa dell’artista, il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ha aperto i cancelli del Ritiro al pubblico in due giornate che hanno accolto centinaia di visitatori.
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