

Riceviamo dall’IIS Cardarelli di Tarquinia e pubblichiamo
Non una semplice mattinata formativa, ma un’esperienza capace di lasciare il segno. In occasione della Giornata mondiale della Sicurezza e della Salute sul lavoro, il teatro comunale Rossella Falk ha accolto gli studenti dell’Istituto “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia per un’iniziativa che ha unito conoscenza, testimonianza ed emozione.
Protagonisti i ragazzi degli indirizzi Costruzioni Ambiente e Territorio e Amministrazione Finanza e Marketing, chiamati a confrontarsi con un tema che riguarda da vicino il loro futuro.
Ad aprire l’incontro, i saluti del sindaco Francesco Sposetti, che ha sottolineato quanto sia importante parlare di sicurezza con le nuove generazioni, affinché diventi un valore condiviso e non solo un obbligo.
La tavola rotonda, moderata da Sandro Celli, ha offerto spunti concreti e profondi grazie ai contributi di Matteo Flati (presidente Formedil Viterbo) e Amalia Verrengia (Ispettorato Nazionale del Lavoro), che hanno evidenziato rischi, responsabilità e strumenti di prevenzione.
Particolarmente significativo il contributo della dirigente scolastica Laura Piroli, che ha evidenziato come l’impegno dell’IIS Vincenzo Cardarelli nella formazione sulla sicurezza, attivo da oltre vent’anni in collaborazione con il servizio PreSAL della ASL, abbia prodotto risultati profondi e concreti. Nel tempo, infatti, più di 600 studenti sono stati formati attraverso percorsi strutturati, arrivando a conseguire anche l’attestato del Modulo A per RSPP, un credito formativo permanente che rappresenta un importante vantaggio nel mondo del lavoro.
Un traguardo reso possibile anche dal riconoscimento dell’istituto come Ente formatore dal 2019, passaggio che ha consentito di integrare stabilmente la cultura della sicurezza all’interno dell’identità scolastica e dei percorsi di “Formazione Scuola-Lavoro”, dando vita a un modello educativo consolidato e riconosciuto anche a livello nazionale.
La dirigente ha inoltre sottolineato il valore dell’introduzione sistematica della sicurezza nei programmi curriculari come parte integrante dell’educazione civica. In linea con le più recenti normative, questo approccio permette di formare non solo professionisti competenti, ma cittadini consapevoli, capaci di riconoscere nella tutela della salute e della vita un principio fondamentale. Attraverso un percorso che unisce teoria, pratica e testimonianze dirette, gli studenti sviluppano così una reale percezione del rischio, superando l’idea della sicurezza come semplice obbligo normativo e interiorizzandola come valore etico e sociale.
A rendere ancora più forte il messaggio, la testimonianza del campione di handbike e lavoratore vittima di infortunio sul lavoro Mauro Cratassa, affiancato dagli interventi di Daniele Paciacconi (Asl Viterbo) e Francesco Palese (vicepresidente Formedil Viterbo). Le parole e le esperienze condivise hanno dato concretezza a un tema che troppo spesso resta astratto.
Il momento più intenso è arrivato con lo spettacolo teatrale “Il teatro salva la vita” di Stefano De Majo: una narrazione diretta, autentica, capace di parlare al cuore prima ancora che alla mente. In sala, un silenzio attento e carico di emozione ha accompagnato ogni scena, segno di quanto il messaggio sia arrivato in profondità.
Quella vissuta dagli studenti è stata un’esperienza che va oltre la didattica, un’occasione per fermarsi a riflettere sul valore della vita, sulle scelte quotidiane e sulle responsabilità che ognuno porta con sé.
Un sentito ringraziamento a va a Fabio Turco, direttore Formedil Viterbo per aver promosso l’iniziativa, all’amministrazione comunale per la disponibilità del teatro e alle aziende coinvolte, tra cui Castra S.r.l. e Agostini Edilizia, per il supporto tecnico.
Un particolare apprezzamento all’assessore alla Cultura Roberta Piroli per l’impegno e la disponibilità dimostrati nella riuscita dell’evento, così come all’assessore alla Pubblica Istruzione Sara Corridoni e alle forze dell’ordine intervenute per il contributo e il supporto garantito.
E un grazie sincero al corpo docente dell’Istituto “Cardarelli” e, in particolare, ai professori Margherita Spada e Daniele Torresi, che con impegno e visione accompagnano i ragazzi in percorsi educativi capaci di lasciare un segno. Una giornata che non si esaurisce con un applauso finale, ma che resta, come consapevolezza e responsabilità, nel cammino di ciascuno.
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