Altro che itinerante! “La Monna Lisa è così fragile che non può spostarsi nemmeno tra i piani del Louvre”

Altro che Gioconda in tournée: la Monna Lisa è talmente fragile che non può spostarsi nemmeno su un altro piano del Louvre!

Lascia poco all’interpretazione o al possibilismo la risposta del direttore del museo parigino, Jean-Luc Martinez, alla proposta lanciata nelle settimane scorse dal ministro della cultura francese Françoise Nyssen che, in un’intervista a Europe 1, aveva confermato un concetto già anticipato all’inizio dell’anno : «Non vedo perché certe cose debbano restare confinate – ha spiegato – certamente, poi, bisogna fare attenzione alla conservazione e a quello che certe opere rappresentano». Immaginando la possibilità che la Gioconda, come altre opere celeberrime, potesse diventare itinerante.

Un’idea che aveva subito sollevato entusiasmi, polemiche e preoccupazione: se da una parte l’idea di rendere accessibile in più parti del mondo i grandi capolavori poteva essere idealmente valida, dall’altra si sono sollevate subito serie preoccupazioni sulla salute dell’opera. Paura, questa, più che confremata da Martinez, che ha spiegato direttamente al Ministro come lo spostamento di opere d’arte molto fragili “potrebbe causare danni irreversibili”.

Dal 2005 la Gioconda è conservata in un ambiente strettamente controllato, appesa a un muro di cemento e custodita in una teca climatizzata, protetta da due infrangibili lastre di vetro, di fabbricazione italiana e resistente a vari tipi di esplosivi e a qualsiasi agente corrosivo. Replicare questa “condizione climatica” nel corso degli spostamenti sarebbe pressoché impossibile, di certo molto rischioso: anche perchè l’eventuale errore o danno sarebbe quasi un crimine.

I cambiamenti di temperatura durante il viaggio potrebbero degradare ulteriormente la superficie, portando alla perdita di vernice sul viso di Mona Lisa. Da undici anni il dipinto premio viene rimosso dalla sua “scatola” e il direttore del Louvre, i conservatori e alcuni studiosi selezionati si riuniscono per esaminarlo da vicino.
“Ogni anno, notiamo che il crack si allarga un po’, prima di tornare alla normalità quando il pannello viene rimesso nella sua scatola”, ha detto l’ex capo del dipartimento di pittura del Louvre, Vincent Pomarède.
Viaggiare, insomma, è fuori questione. L’ultima volta che Monna Lisa uscì da Parigi correva l’anno 1974, quando andò in scena a Tokyo e Mosca. In precedenza, il capolavoro di Leonardo era stato a Washington e New York, ed era il 1963. Ma anche quel viaggio ebbe i suoi problemi. Una sera, il sistema di irrigazione al Metropolitan Museum of Art funzionò male, spruzzando acqua sulla superficie del dipinto per ore. La tela era protetta da vetri spessi e, miracolosamente, riuscì a sopravvivere incolume. Nel suo libro di memorie, l’ex direttore del Met Thomas Hoving ha scritto: “Il temporale non fu mai menzionato nel mondo esterno”.