Coronavirus in Spagna, le indicazioni aggiornate delle autorità spagnole e italiane

In riferimento all’emergenza COVID-19 (Coronavirus), ecco le indicazioni pubblicate – e aggiornate al 13 maggio 2020 – dalle Autorità italiane e spagnole in materia.

Per assistenza, l’Ambasciata è raggiungibile attraverso l’indirizzo e-mail dedicato: madrid.coronavirus@esteri.it.

Sono attivi i seguenti numeri dedicati:

  • Giorni feriali: +34.650419164 (ore 9-16); +34.608914128 (ore 9-16); +34.669189919 (ore 9-16); +34.618110632 (ore 13-20); +34.639484118 (ore 13-20); +34.638400205 (ore 13-20).
  • Finesettimana e festivi: +34.639484118 (ore 9-16); +34.618110632 (ore 13-20); +34.650419164 (ore 13-20).

Chi si trova in Catalogna, Baleari, Valencia, Aragona e Murcia e avesse bisogno di assistenza può rivolgersi al Consolato Generale di Barcellona.

SITUAZIONE MOBILITÀ

• Le Autorità spagnole ed italiane sconsigliano di viaggiare in questo periodo, se non per ragioni di lavoro, salute o urgenza assoluta, da autocertificare sotto la propria responsabilità. In Spagna i collegamenti interni sono fortemente limitati: possono comunque utilizzarli coloro che hanno necessità di rientrare presso il proprio domicilio. 

• Per quanto riguarda le connessioni aeree si segnala che – in coordinamento con Unità di Crisi della Farnesina, Ambasciata d’Italia a Madrid e Consolato Generale a Barcellona – sono stati attivati da parte di Neos Air i seguenti voli speciali, i cui biglietti sono acquistabili sul sito internet della compagnia:

  • 14/05: Tenerife Sud – Roma Fiumicino – Milano Malpensa (partenza ore 11.55)
  • 16/05: Fuerteventura – Las Palmas – Milano Malpensa (partenza ore 11.20)
  • 16/05: Valencia – Roma Fiumicino – Milano Malpensa (partenza ore 12.45)
  • 17/05: Barcellona – Roma Fiumicino – Milano Malpensa (partenza ore 12.25)
  • 21/05: Tenerife Sud – Roma Fiumicino – Milano Malpensa (partenza ore 11.55)
  • 28/05: Tenerife Sud – Roma Fiumicino – Milano Malpensa (partenza ore 11.55)
  • 30/05: Las Palmas – Roma Fiumicino – Milano Malpensa (partenza ore 11.40)

• In alternativa ai voli sopramenzionati, chi ha urgente necessità di raggiungere l’Italia può farlo ancora attraverso scali aerei in altre città europee (si segnalano, tra le altre, Francoforte, Monaco, Parigi, Londra) consultando le principali compagnie aeree. Si precisa che, dopo i 60 voli speciali (di cui la metà dalle Isole Canarie e l’altra metà dagli aeroporti di Madrid, Barcellona, Valencia, Siviglia e Malaga) attivati con il coordinamento dell’Unità di Crisi della Farnesina, non sono attualmente previsti altri voli speciali.

• Chi si trova alle Canarie è invitato a consultare, oltre alle compagnie aeree, anche i siti internet degli aeroporti (Tenerife NordTenerife SudGran CanariaFuerteventuraLanzarote) al fine di verificare la possibilità di rientrare in Italia attraverso scali in altre città europee. A questo riguardo, si informa in particolare che la compagnia Condor continua ad operare regolarmente da Tenerife a Francoforte, da dove è poi possibile proseguire il viaggio per l’Italia attraverso le compagnie Alitalia. e Lufthansa.

• Per quanto riguarda i collegamenti marittimi, si segnala che la compagnia Grimaldi Lines ha ripreso ad operare sulla tratta Barcellona-Civitavecchia (dal lunedì al sabato), con scalo bisettimanale a Porto Torres (il martedì e il venerdì), partenza ore 23.00. I collegamenti e gli orari possono subire variazioni e vengono confermati di giorno in giorno. Per conferme, dettagli sulle modalità d’imbarco e prenotazioni, si prega di consultare il sito web della compagnia. Per quesiti specifici è attivo l’indirizzo e-mail: reservas@grimalditour.com.

• In relazione alla tratta Barcellona-Porto Torres, si evidenzia che, a seguito del Decreto del Ministro italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti (n. 117 del 14 marzo 2020) e dell’Ordinanza del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna (n. 9 del 14 marzo 2020), il trasporto marittimo di viaggiatori da e per la Sardegna potrà essere effettuato esclusivamente per improrogabili esigenze legate a motivi di lavoro, salute, necessità o rientro presso il proprio domicilio. Tutti i passeggeri, che rientrano nelle motivazioni elencate nell’art 2, dovranno fare richiesta di autorizzazione preventiva alla regione Sardegna 48 ore prima della partenza nave, compilando il nuovo modulo disponibile sul sito web della Regione Sardegna. L’autorizzazione verrà rilasciata entro 12 ore dalla partenza e dovrà essere presentata all’imbarco, insieme al biglietto e a un documento d’identità.

• Per i cittadini che hanno urgenza assoluta di rientrare in Italia ai sensi dell’ultimo DPCM, si segnala che la compagnia Grandi Navi Veloci ha messo a disposizione il traghetto del 21 maggio da Barcellona a Genova (partenza ore 11.00 e arrivo previsto ore 9.00 del giorno successivo). Per prenotazioni occorre registrarsi al seguente link sul sito della compagnia: a seguito della registrazione, la compagnia contatterà gli interessati per finalizzare le prenotazioni al telefono. Per quesiti specifici è attivo il numero +39.0102094591 (dal lunedì al venerdì, ore 9.00-18.00, e sabato, ore 09.00-13.00).

• Restano attivi i collegamenti via terra, fino ad eventuali diverse indicazioni delle Autorità competenti: anche in questo caso si consiglia di contattare i fornitori di tali servizi, come RenfeRenfe-SNCF e Alsa. Per chi scegliesse di rientrare in Italia via terra, si consiglia di visitare le pagine del Consolato italiano a Barcellona e dell’Ambasciata italiana a Parigi in relazione alle limitazioni alla mobilità lì disposte e per scaricare i relativi modelli di autocertificazione.

• Si rammenta che il rientro in Italia di un cittadino italiano temporaneamente all’estero o di uno straniero residente in Italia è possibile solo se trattasi di un’urgenza assoluta. È quindi, per esempio, consentito il rientro dei cittadini italiani o degli stranieri residenti in Italia che si trovano all’estero in via temporanea (per turismo, affari o altro). È ugualmente consentito il rientro in Italia dei cittadini italiani costretti a lasciare definitivamente il Paese estero dove lavoravano o studiavano (perché, ad esempio, sono stati licenziati, hanno perso la casa, il loro corso di studi è stato definitivamente interrotto).

• Tutte le persone che entrano in Italia, anche se asintomatiche rispetto al COVID-19, sono obbligate all’autoisolamento per i 14 giorni successivi al ritorno, con l’eccezione di coloro i quali transitino o sostino in Italia per comprovate esigenze lavorative per un tempo non superiore alle 72 ore. Tutti quelli che entrano dall’estero, anche con mezzi privati, devono avvisare l’Azienda sanitaria locale competente per territorio.

• Si ricorda inoltre che il vettore di viaggio è responsabilizzato: l’autocertificazione sui motivi del rientro dall’estero (link al modulo) va consegnata anche all’imbarco e deve contenere i motivi del viaggio in modo dettagliato (salute, lavoro, necessità assoluta), l’indicazione del luogo dove si trascorreranno i successivi 14 giorni di isolamento, il mezzo proprio o privato con cui tale luogo sarà raggiunto e un recapito telefonico anche mobile.

• Coloro che intraprendono spostamenti verso luoghi lontani dal loro luogo di stabile dimora (come, per esempio, viaggi in Italia di cittadini italiani stabilmente residenti all’estero, o di stranieri parimenti residenti all’estero) devono essere pronti, in caso di controlli di polizia, a dimostrare in modo particolarmente circostanziato l’effettiva necessità ed indifferibilità del loro viaggio. Al riguardo, sono fondamentali le autocertificazioni che i diretti interessati, italiani e stranieri, devono presentare per qualsiasi spostamento, a cominciare dalla partenza per il nostro Paese (ad esempio all’imbarco in aereo o nel traghetto), successivamente alle autorità di frontiera e, via via, in ognuno dei numerosi controlli effettuati dalle forze dell’ordine sul territorio nazionale. Le autocertificazioni sono oggetto di controlli incrociati e, laddove risultassero false o incongruenti, possono portare a sanzioni amministrative pecuniarie o, in certi casi, anche penali.

• Chi arriva dall’estero non può prendere mezzi di trasporto pubblici, ma solo mezzi privati (quindi o qualcuno viene a prenderlo all’aeroporto, porto o stazione oppure l’interessato noleggia una macchina o, nei limiti in cui è consentito, prende un taxi o un’auto a noleggio con conducente).

• In virtù del DPCM del 26 aprile 2020, in vigore dal 4 al 17 maggio 2020, le regole sugli spostamenti da e per l’estero restano invariate: valgono cioè quelle indicate sopra fino al 17 maggio.

• Ulteriori approfondimenti sono disponibili a questa pagina del Ministero degli Esteri aggiornata in data 6 maggio.

PRINCIPALI PROVVEDIMENTI SPAGNOLI

• In data 12 maggio, le Autorità spagnole hanno stabilito, a partire dal 15 maggio, l’obbligo di quarantena di 14 giorni per tutti coloro che arrivano in Spagna dall’estero, limitando le uscite solo per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità, farmaci o motivi di salute e con l’obbligo di mascherine. Qui il provvedimento completo.

• Sempre in data 12 maggio, le Autorità spagnole hanno ristabilito i controlli alle frontiere aeree e marittime interne (frontiere Schengen). In virtù di tale provvedimento, a partire dal 15 maggio e fino al 23 maggio incluso, da altri Paesi Schengen possono accedere in Spagna – per via aerea o marittima – solo: a) cittadini spagnoli, b) residenti in Spagna, c) lavoratori transfrontalieri, d) personale sanitario o di assistenza ad anziani che si diriga al luogo di svolgimento delle rispettive attività, e) persone con motivi di forza maggiore o in situazione di necessità documentata. Tale restrizione si aggiunge a quella adottata sulle frontiere terrestri con Portogallo e Francia e a quella per i viaggiatori provenienti al di fuori dell’area Schengen (vedi due punti successivi).

• I controlli alle frontiere terrestri con Portogallo e Francia sono in vigore dal 16 marzo. Sulla base di tale misura, è consentito l’ingresso in Spagna – per via terrestre, da Portogallo e Francia – solo a: a) cittadini spagnoli, b) residenti in Spagna, c) cittadini di altri Stati membri dell’UE che si dirigano verso il proprio luogo di residenza, d) lavoratori transfrontalieri, e) personale sanitario o di assistenza ad anziani che si diriga al luogo di svolgimento delle rispettive attività, f) persone con documentate cause di forza maggiore o situazioni di necessità. In data 8 maggio, la misura è stata estesa fino al 23 maggio incluso. La circolazione delle merci continua ad essere permessa senza restrizioni.

• I viaggi non imprescindibili da Paesi terzi sono limitati dal 23 marzo. Tale provvedimento è stato successivamente esteso fino al 15 maggio. In virtù di tale misura, i cittadini in arrivo da Paesi terzi (cioè non dell’Unione europea o di Paesi associati Schengen) possono accedere in Spagna solo se: a) residenti in Spagna (inclusi partner, ascendenti e discendenti a loro carico) o in altri Paesi UE o associati Schengen e siano diretti verso il proprio luogo di residenza; b) titolari di visti di lunga durata emessi da uno Stato UE o associato Schengen e si dirigano verso detto Stato; c) lavoratori transfrontalieri; d) personale sanitario o di assistenza ad anziani che si diriga al luogo di svolgimento delle rispettive attività; e) personale addetto al trasporto merci, anche via aerea; f) personale diplomatico, consolare, di organizzazioni internazionali, militari e membri di organizzazioni umanitarie, nei limiti dell’esercizio delle loro funzioni; g) persone con motivi familiari imperativi e documentati; h) persone con motivi di forza maggiore o in situazione di necessità documentata o con motivi umanitari. Restano chiuse in via temporanea ma senza eccezioni le frontiere di Ceuta e Melilla.

• In data 10 marzo 2020, le Autorità spagnole hanno deciso la sospensione dei voli diretti dall’Italia alla Spagna, a partire dall’11 marzo. Voli speciali dall’Italia possono essere autorizzati con carattere eccezionale. Si invitano i possessori di biglietti a rivolgersi alle rispettive compagnie aeree, chiedendo la riprotezione su tratte alternative. In caso negativo occorrerà verificare la disponibilità di altre compagnie aeree.

• In data 13 marzo, le Autorità spagnole hanno sospeso l’entrata nei porti spagnoli di navi passeggeri provenienti dall’Italia e di navi da crociera provenienti da qualunque porto (qui il provvedimento). Ai sensi di tale disposizione e di quelle italiane attualmente in vigore, non è tuttavia vietato l’imbarco di passeggeri dalla Spagna verso l’Italia.

• In data 14 marzo 2020, il Governo spagnolo ha decretato lo “stato di allarme” in tutto il territorio nazionale. Sulla base di tale provvedimento, autorizzato dal Parlamento ed esteso fino al 23 maggio incluso, sono tra l’altro limitati i movimenti delle persone, permettendo la circolazione solo per questioni indifferibili come l’acquisto di alimenti e farmaci, il raggiungimento del posto di lavoro, cause di forza maggiore. È permesso spostarsi “per raggiungere il proprio luogo di residenza abituale”. 
A partire dal 2 maggio sono state adottate alcune misure di alleggerimento del lock-down, con precise fasce orarie differenziate per età: gli adulti possono uscire dalle 6 alle 10 e dalle 20 alle 23 per una passeggiata di massimo un’ora o per fare sport all’aperto; i minori di 14 anni possono uscire, accompagnati da un adulto della famiglia, per una passeggiata di massimo un’ora, dalle 12 alle 19; agli over 70 e a coloro che hanno bisogno di assistenza sono riservate le fasce dalle 10 alle 12 e dalle 19 alle 20 per una passeggiata di massimo un’ora. Maggiori informazioni sono disponibili a questa pagina.

• In data 19 marzo, il Governo ha ordinato la chiusura delle strutture alberghiere in tutto il Paese. Possono restare aperti al pubblico ma non accettare nuovi clienti gli appartamenti turistici e, in generale, le strutture turistiche di lunga durata (case e appartamenti affittati per l’intera stagione).

• Dal 4 maggio è obbligatorio l’uso delle mascherine su mezzi di trasporto, autobus, treni, aerei e navi.

SITUAZIONE IN SPAGNA

• Per quanto concerne la situazione in Spagna, il rischio si considera “alto”. Le aree in cui si è registrato il maggior aumento di casi sono Madrid, Catalogna, Castilla La Mancha, Castilla León e Paesi Baschi, in costante aggiornamento a questa pagina. Per far fronte a tale situazione, il Governo ha decretato in data 14 marzo 2020 “lo stato di allarme” in tutto il Paese successivamente autorizzato dal Parlamento ed esteso fino al 23 maggio incluso.

• In virtù dello “stato di allarme”, sono stati limitati tra l’altro gli spostamenti delle persone, possibili solo in alcuni casi stabiliti: a) per l’acquisito di alimenti, farmaci e beni di prima necessità; b) per recarsi presso strutture sanitarie; c) per recarsi al luogo di lavoro e fare rientro a casa; d) per tornare al luogo di residenza abituale; e) per assistere anziani, minori, disabili o persone vulnerabili; f) per recarsi presso enti bancari o assicurativi; g) per cause di forza maggiore o situazioni di necessità; h) qualunque altra attività di analoga natura, da realizzarsi ad ogni modo individualmente, a meno che non si accompagni una persona disabile o ci sia un valido motivo. Misure di alleggerimento del confinamento sono in vigore dal 2 maggio, con precise fasce orarie per categorie d’età: maggiori informazioni a questa pagina.

• Sempre in virtù dello “stato di allarme”,  sono stati limitati i trasporti stradali, ferroviari, aerei e marittimi nella misura del 50%. Restano chiusi tutti i centri educativi di ogni ordine e grado, cinema e teatri. Le competenze delle Regioni (Comunità Autonome) sono state ridotte e poste sotto lo stretto coordinamento dell’esecutivo nazionale. 

• La chiusura di tutti gli alberghi ed hotel è in vigore dal 26 marzo. Coloro che non hanno potuto fare rientro presso il proprio luogo di domicilio/residenza e sono in situazione di emergenza, possono fare riferimento alle strutture elencate in questo provvedimento che resteranno aperte durante lo stato di allarme.

• In data 28 aprile, il Governo spagnolo ha presentato il suo piano per l’uscita graduale dal lock-down, senza tuttavia indicare date prestabilite. Si tratta di un percorso in quattro fasi, differenziato per province. Ogni fase durerà all’incirca due settimane e cioè il periodo medio di incubazione del virus: se i progressi saranno sufficienti, si potrà passare alla tappa successiva; in caso contrario, si valuterà un prolungamento della fase in corso. L’esecutivo spagnolo ipotizza che gran parte del Paese possa trovarsi nell’ultima fase entro la fine di giugno o l’inizio di luglio. Maggiori informazioni a questa pagina. Le prime misure di alleggerimento (12345) sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale (Boletín Oficial del Estado) del 3 maggio.

• In data 8 maggio, assistito da un comitato di tecnici, il Governo ha deciso quali sono le province che dall’11 maggio passano alla fase 1 (riunioni sociali fino a 10 persone; apertura di mercati all’aperto, piccoli negozi e chiese con distanziamento; aree all’aperto di bar e ristoranti con limitazione della capienza al 50%; caccia e pesca) e quali invece restano nella fase 0 (passeggiate con fasce orarie; apertura piccoli negozi solo su appuntamento; bar e ristoranti solo per asporto e consegna a domicilio). Nella fascia 1 figura la metà del Paese (Isole Baleari e Canarie, Galizia, Asturie, Cantabria, La Rioja, Murcia, Navarra, Ceuta, Melilla e parte dei territori di Castilla y León, Castilla-La Mancha, Catalogna, Comunidad Valenciana, Extremadura e Paesi Baschi) mentre tra le province che restano nella fase preparatoria figurano le città più grandi e comunque più colpite dal virus (Madrid, Barcellona, Valencia, Bilbao, Toledo, Valladolid), con l’eccezione di Siviglia. Maggiori dettagli sul BOE del 9 maggio.

• I protocolli ufficiali del Ministero della Salute spagnolo sono disponibili a questa pagina

• Una serie di domande e risposte sul coronavirus è disponibile a questo link.

• Una serie di domande e risposte sul tema mobilità in Spagna è disponibile a questa pagina del Ministero dei Trasporti. Sempre in tema di mobilità, si veda il provvedimento del 10 maggio sull’uscita graduale dal lock-down, con particolare riferimento ai trasporti interni nelle Isole Canarie e Baleari e alle disposizioni sull’occupazione dei veicoli terrestri (auto e moto).

• Aggiornamenti generali sulla situazione in Spagna sono consultabili a questo link.

SITUAZIONE IN ITALIA

• Per quanto riguarda l’Italia, è stato adottato in data 26 aprile un nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, in vigore dal 4 al 17 maggio 2020, che sostituisce il DPCM adottato in data 10 aprile, in vigore fino al 3 maggio. 

• La principale novità contenuta nel DPCM del 26 aprile è costituita dalla riapertura della gran parte delle attività produttive: su 88 codici che censiscono tutte le attività economiche, difatti, solo 10 sono rimasti colpiti dall’obbligo di chiusura. Tra di essi, il commercio al dettaglio (di cui resta autorizzata una lista restrittiva, sostanzialmente uguale a quella del DPCM del 10 aprile, con la sola aggiunta delle vendite di fiori e piante), ristorazione e bar, noleggio, agenzie di viaggio, gestione di edifici, attività creative, biblioteche e musei, lotterie e scommesse, attività sportive e di intrattenimento, servizi alla persona. A questi si aggiunge anche il divieto dell’attività di produzione di beni e servizi per uso proprio. Anche le attività vietate, se sono funzionali ad una filiera economica riaperta, possono essere ammesse con il meccanismo di comunicazione alla Prefettura di riferimento.

• Sugli spostamenti da e per l’estero, le regole restano invariate fino al 17 maggio (vedasi sopra, paragrafo “situazione mobilità”).

• Si allentano le regole sugli spostamenti interni, nel senso che la restrizione all’assoluta urgenza dello spostamento è ora riferita all’ambito regionale e non più a quello comunale. Sul piano sociale si riaprono i parchi e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti: si considerano tali i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge).

• Dunque, per quanto riguarda gli spostamenti, questi sono possibili all’interno di una stessa Regione per motivi di lavoro, di salute, necessità o visita ai parenti; gli spostamenti fuori Regione sono invece consentiti per motivi di lavoro, di salute, di urgenza e per il rientro presso propria abitazione.

• Obbligatorio l’utilizzo delle mascherine sui mezzi pubblici.

• È consentito l’accesso ai parchi pubblici rispettando la distanza e regolando gli ingressi alle aree gioco per bambini, fermo restando la possibilità da parte dei Sindaci di precludere l’ingresso qualora non sia possibile far rispettare le norme di sicurezza.

• Per quanto riguarda le cerimonie religiose, sono consentiti i funerali, a cui possono partecipare i parenti di primo e secondo grado per un massimo 15 persone. 

• Previste regole più stringenti per chi ha febbre sopra i 37.5 gradi e sintomatologie respiratoria: obbligo di restare a casa e avvertire il proprio medico.

• Per quanto riguarda le attività di ristorazione, oltre alla consegna a domicilio, è consentito il ritiro del pasto da consumare a casa o in ufficio.

• Una serie di domande e risposte sul DPCM del 26 aprile è disponibile a questa pagina, aggiornata in data 08 maggio.

• Tutte le misure e loro aggiornamenti sono disponibili sul sito della Protezione civile, a questa pagina.

• Le Regioni italiane hanno attivato numeri dedicati per rispondere alle richieste di informazioni e sulle misure urgenti per il contenimento e la gestione del contagio del nuovo coronavirus in Italia.

• Ulteriori informazioni aggiornate in tempo reale su chi viaggia da e per l’Italia sono disponibili sul sito “Viaggiare Sicuri” della Farnesina, dove è anche pubblicato un focus speciale sul coronavirus.

• Consigli e protocolli ufficiali italiani sono disponibili a questa pagina del Ministero della Salute. Sulle misure di prevenzione contro il contagio da coronavirus si veda questa pagina.