Gioco legale, un intero settore in ginocchio: crisi nera per il il 32% delle imprese

La pandemia da Coronavirus ha messo in ginocchio le finanze di tante attività commerciali, costrette a restare chiuse a causa delle restrizioni varie imposte dal governo. Un settore in particolare è vicino al collasso: quello del gioco legale. 

Sale da gioco, Bingo e Casinò hanno chiuso i battenti ad ottobre e al momento la riapertura appare un lontano miraggio. Il CTS ritiene le strutture del gioco fisico pericolose vie per il contagio del Covid-19, in quanto luoghi da elevato tasso di aggregazione. La decisione ha generato le proteste degli operatori del settore a Roma e Milano che, con un piano ben dettagliato, hanno dimostrato come riaprire in maniera del tutto sicura e nel rispetto delle norme vigenti sarebbe più che possibile.

Le disposizioni di chiusura hanno comportato un tracollo dei ricavi economici per gli operatori del gioco legale. Sono circa 12 mila gli esercizi commerciali costretti alla chiusura, strutture che impiegano oltre 150mila dipendenti ai quali, aggiungendo lavoratori diretti e dipendenti dei concessionari, fanno schizzare il numero a 400mila persone”, ha dichiarato ai nostri microfoni Donnarumma, analista e caporedattore di Gaming Report.

Una situazione preoccupante, che assume contorti quasi catastrofici allargando la ricerca a tutte le imprese in Italia. Stando a quanto riportato dall’Istat nel report “Covid & Imprese”, su 804mila aziende, il 7,2% ha dichiarato di essere ancora chiuso. Dato che ha fatto schizzare il tasso di disoccupazione. A risentire maggiormente del lockdown sono state le attività sportive e di intrattenimento, poi seguite dai servizi alberghieri e – come detto – dalle strutture del gioco legale. L’ultima indagine effettuata ha evidenziato come il 14,6% di queste attività preveda di non riaprire mai più. Il gioco in presenza fisica con le agenzie di scommesse o le case da gioco sono quelle che più hanno risentito della crisi economica: il 32,2% di queste attività ha confermato un calo vertiginoso dei ricavi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’Istat ha così analizzato i numeri dell’economia italiana da inizio Pandemia. Tra i settori più colpiti dall’emergenza sanitaria, oltre le attività sportive e di intrattenimento, rientrano anche i servizi di alloggio e ristorazione. Queste mostrano un calo del 62,6%. Ad accodarsi anche le agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese (-30,7%) e le attività professionali, scientifiche e tecniche (-23,2%). Forti cali anche per trasporto e magazzinaggio (-30,7%). Perdite totali che in Italia ammontano a circa 6 miliardi di euro, un colpo difficile da assorbire. L’evolversi della Pandemia con le varianti e, soprattutto, il progredire ancora troppo lento del piano vaccinale, rendono il futuro dell’economia italiana ancora troppo incerto.