I londinesi tornano su autobus e Tube: i numeri post Covid di TFL aumentano più velocemente del previsto

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Il numero di passeggeri sulla rete dei trasporti di Londra è aumentato oltre le aspettative ed è ora a quasi il 60% dei livelli pre-pandemia, rispetto al 35% di fine marzo: lo rivela oggi l’Evening Standard.

Nel dettaglio, l’utenza della Tube è circa il 40% del normale flusso pre Covid, mentre il numero di chi utilizza gli autobus è cresciuto fino al 60-65% dei livelli prima dell’emergenza sanitaria. Questa crescita ha generato ulteriori 120 milioni di sterline di entrate tariffarie oltre le previsioni per Transport for London dalla fine di marzo e aumentato le speranze che il numero di passeggeri torni al 90% – e forse anche al 100% – dei livelli pre-pandemia entro marzo del prossimo anno.

Era stato Simon Kilonback, direttore finanziario di TfL, ha annunciare questi dati mercoledì al consiglio di amministrazione dell’azienda di trasporti cittadina, spiegando come ci sia stata una recente “accelerazione” nel numero di passeggeri e aggiungendo che “la riapertura è andata oltre quello che ci aspettavamo quando abbiamo messo studiato il budget di periodo”. Ciò ha comportato, come detto, un reddito tariffario di 120 milioni di sterline superiore al previsto, raggiungendo un totale di 1,6 miliardi di sterline per il 2020/21, rispetto ai 1,48 miliardi di sterline previsto.

Il numero di passeggeri dovrebbe raggiungere il 90% in rapporto al passato entro la fine del prossimo marzo per rimanere in linea con le proiezioni di budget di TfL e saranno fatti sforzi per raggiungere addirittura la parità di frequenza rispetto al periodo prima della pandemia. Sono state lanciate campagne per incoraggiare i passeggeri a tornare alla rete, concentrandosi sul richiamo di tornare al centro di Londra, sia per lavoro che per piacere.

Durante il consiglio di amministrazione di TfL, ad ogni modo, non sono state solo rose: secondo le stime diramate nell’occasione, la pandemia è costata a TfL 3,1 miliardi di sterline di entrate perse dai passeggeri nel 2020/21, rendendo necessario un terzo intervento di salvataggio da parte del governo la scorsa settimana. Ora si teme che le condizioni legate a questi interventi governativi – TfL deve trovare 900 milioni di sterline di tagli e risparmi nell’anno finanziario – porteranno a una “emorragia” di personale. Il piano di salvataggio prevede anche che TfL implementi un congelamento degli stipendi possibilmente fino ad aprile 2023 e riveda il suo generoso schema pensionistico del personale, oltre che una revisione della fattibilità dell’introduzione di treni senza conducente sulla metropolitana. Il commissario di TfL Andy Byford ha affermato che la notizia dell’accordo ha creato “incertezza” tra i 26.000 dipendenti di TfL e ha avvertito che l'”emorragia” del personale è un “problema reale”.