Il futuro della VR è ancora più roseo grazie ad una start-up di Hong Kong

Nel campo video ludico la realtà virtuale e quella aumentata rappresentano alcune delle novità più interessanti degli ultimi anni. Sebbene per la verità il mercato connesso a queste coinvolgenti tecnologie non sia ancora del tutto esploso, le esplorazioni in questo settore hanno radici storiche piuttosto antiche. Già a cavallo tra anni ’50 e ’60 negli Stati Uniti il regista statunitense Morton Heilig pensò di sviluppare un apparecchio monoposto per coinvolgere gli spettatori in pellicole appositamente realizzate per il suo Sensorama. Questo celebre antesignano delle odierne VR coinvolgeva lo spettatore con stimoli che oltre alla vista e all’udito riproducevano le vibrazioni e alcuni movimenti sino a rilasciare anche alcuni odori connessi con le immagini proiettate dall’apparecchio. L’esperimento non ebbe il successo sperato e nel frattempo il Sensorama finì nel dimenticatoio ma oltre mezzo secolo dopo lo sviluppo tecnologico ha forse superato la capacità preconizzatrice di Heilig…

Non c’è dubbio che oggi gli strumenti per la realtà virtuale abbiano fatto passi da gigante e la sperimentazione nel campo stia abbracciando le branche più disparate. Chi attualmente più di tutti sta puntando su questa tecnologia è senz’altro Facebook che nel 2014 ha acquistato per oltre due miliardi di dollari Oculus VR, azienda californiana specializzata nello sviluppo di hardware e software per la realtà virtuale. L’ultimo gioiellino di casa Oculus è il visore Oculus Quest lanciato il 21 maggio scorso che oltre ad un’ampia libertà di movimento, grazie all’autonomia wireless e ad un’estesa varietà di giochi e interessanti applicazioni, ha portato questa tecnologia ad un nuovo livello con lo scopo di raggiungere il più alto numero di utenti possibile grazie a prezzi tutto sommato abbordabili e alla possibilità di collegare direttamente il visore al proprio telefono senza bisogno di computer dalle alte prestazioni. Naturalmente la maggior parte degli acquirenti è interessata ai giochi e su Oculus i titoli ai quali è possibile accedere sono molteplici e variano dai classici titoli d’azione (come Beat Saber e Sport Scrambles) alle avventure intergalattiche (vedi lo scaricatissimo Vader: Immortal a Star Wars VR Series).

Lo sforzo degli sviluppatori per rendere i videogames ancora più coinvolgenti sotto tutti i punti di vista travalica le stesse VR.  L’esplosione di giochi con esperienze interattive ha coinvolto numerosi settori, fra cui quelli del gioco e delle scommesse. Per esempio alcune delle più rinomate piattaforme di poker stanno lanciando le loro apps di VR con l’intento di spingere al massimo l’esperienza videoludica, creando nuove interessanti soluzioni: vedi il caso del Blast Poker, un classico torneo a tempo interattivo al quale è stato associato anche una sorta di lotteria finale a premi con premi variabili che possono raggiungere cifre considerevoli. Soluzioni interessanti le ha prodotte anche la Nintendo con l’ultima Nintendo Switch che ha saputo travalicare il confine tra videogame portatile e console fissa. Ma l’ultima frontiera che potrebbe davvero far segnare un cambio di passo nell’era dei videogames si trova ad Hong Kong. La Sanbox VR, start-up di realtà iperrealistica nata nell’ex colonia inglese, ha sviluppato una piattaforma per il gioco virtuale di livello superiore. Nelle sue stanze appositamente create per riprodurre scenari di VR i giocatori si ritrovano immersi a 360° nel gioco. Nessuno prima di Steve Zhao, fondatore e CEO di Sanbox VR, aveva sviluppato dei box dove i giocatori potessero immergersi in sessioni di VR così profonde. L’ambiente circostante diventa parte del gioco stesso e chi ha avuto la fortuna di provare questo nuovo concept game ha detto che si tratta di qualcosa di veramente favoloso, un simulatore d’altissimo livello dove il limite tra la realtà e il gioco è labile. L’azienda di Zhao ha già raccolto oltre 68 milioni di dollari dagli investitori tra cui si annovera anche il gruppo Alibaba e la superstar del rap Kayne West. Attualmente la ditta ha aperto diverse sale da gioco anche negli Stati Uniti e tra le esperienze in cui è possibile immergersi una delle più riuscite sembra quella in cui si vestono i panni di un agente delle forze speciale che si ritrova a dover “disinfestare” un edificio pieno zeppo di zombies.

Lo stesso Zhao in una sua recente intervista per South China Morning post ha raccontato il momento si è accorto di essere sulla strada giusta con il suo team di sviluppatori: “Deadwood mansion – il gioco degli zombie – è stato uno dei nostri primi esperimenti. La stanza dove riproducevamo gli schemi del gioco era buia non solo per creare ambiente ma anche perché costava di meno. Ci siamo resi conto di avere qualcosa di veramente rivoluzionario tra le mani quando i primi giocatori iniziavano ad urlare dalla paura e qualcuno di loro si toglieva addirittura il visore perché rimaneva troppo scioccato dall’esperienza”. Al momento insieme al gioco degli zombie l’azienda ne propone uno a tema piratesco e un altro fantascientifico alla Starship Troopers nel quale ci ritrova a combattere contro alieni a forma d’insetto. Sono in programma delle stanze che riprodurranno anche Street Fighter in realtà virtuale, che presto potrebbe diventare un vero cult per gli amanti del mitico gioco della Capcom. La Sandbox VR è riuscita ad inserirsi prepotentemente e in maniera innovativa in un mercato che all’attivo conta già alcuni validi competitors. Ad esempio la statunitense The Void, un brand di reality entertainment che lavora in partenariato con la Disney, crea giochi di realtà virtuale basati su celebri film e cartoni animati come Ghostbusters, Star Wars e Ralph Spaccatutto. La Dreamscape Immersive, azienda nata invece sotto l’egida di Steven Spielberg, propone dal canto suo avventure di realtà virtuale incentrate più sulla narrativa che sull’azione pura e ha già numerose sale da gioco sparse in diversi gamebox negli States da Los Angeles a Dallas.