Londra, Banksy beffa la Royal Academy: un’opera sotto pseudonimo gli viene bocciata. Poi la ripresenta firmata… e viene esposta

Provocare tramite l’arte, e non solo mediante il messaggio racchiuso nell’opera: è quanto è di recente riuscito a fare Banksy, punto di riferimento mondiale della street art dall’identità mai svelata, che si è fatto beffa di una delle istituzioni dell’arte londinese, la Royal Academy.

Apre oggi, infatti, nelle gallerie nel Mayfair, l’edizione numero 250 della Summer Exhibition, tradizionale appuntamento estivo della RA – che resterà visitabile sino al 19 agosto prossimo – e tra le opere in mostra c’è anche un’opera del più celebre degli street artist. Solo che, come lo stesso Banksy rivela tramite il proprio profilo Instagram, l’opera – originariamente presentata dietro lo pseudonimo di Bryan S Gaakman, anagramma di “banksy anagram” – era stata in prima battuta rifiutata. “Poi – continua Banksy nel suo post – un mese dopo, ho ricevuto una mail dal coordinatore Grayson Perry che mi chiedeva di inviare qualcosa, così l’ho spedito di nuovo. Ora è appeso nella galleria 3”.

L’opera in questione , “Vote to love”, si ispira ad un poster “Vote to Leave” utilizzato dai pro Brexit in vista del referendum sull’uscita dall’UE a giugno 2016: ma le lettere E e A della parola “Leave” finiscono coperte da un palloncino a forma di cuore e l’impatto complessivo permettere di leggere un “Love”. La Royal Academy è stata contattata per un commento sulla vicenda, ma non ha ancora risposto.