Londra da scoprire: riapre Stainer Street, la passerella sotto alla stazione di London Bridge ora con le opere di Mark Titchner

Me. Here. Now. london bridge mark TitchnerLa capacità, la forza, la natura di Londra di rigenerarsi, rimodernarsi, spostare il passato dentro un nuovo presente: la città presenta innumerevoli esempi di trasformazioni dell’antico in nuovo, a volte futuristico, dall’allora centrale elettrica alla Tate Modern – e presto anche Battersea Power Station vivrà una trasformazione simile – ai mattoni di Brick Lane prima necessità di una città industriale in crescita demografica ed ora emblema vintage di un’area di tendenza.

Un nuovo esempio lo abbiamo, oggi, a Stainer Street, tunnel che collega Tooley Street a St Thomas Street passando sotto alla stazione di London Bridge ed all’enorme guglia dello Shard. Il passaggio – che sino a qualche tempo fa era una tutt’altro che pittoresca arteria per autovetture, come racconta un video di qualche anno fa reperito su YouTube e visibile in fondo all’articolo, oggi è un’elegante passerella pedonale, peraltro arricchito da curiose opere decorative.

Quelle di Mark Titchner, quarantacinquenne artista inglese che ha ideato e realizzato “Me. Here. Now.”, commissionato da Network Rail, curato da Futurecity ed inaugurato il 17 ottobre 2018.

“Me. Here. Now” è il lavoro pubblico più ambizioso di Titchner fino ad oggi ed è stato consegnato come parte degli obblighi di pianificazione di Network Rail al Southwark Council. A seguito di un lavoro strategico intrapreso con Network Rail per identificare potenziali approcci e siti per interventi di arte pubblica, Futurecity è stata incaricata di gestire la consegna della commissione, dal concept fino all’installazione.

Me. Here. Now. london bridge mark TitchnerIl lavoro di Titchner comprende tre gigantesche cupole in acciaio inossidabile lucidate sospese al soffitto della nuova passerella. Specchiate dentro e fuori, le cupole riflettono sia la muratura esistente del soffitto della passerella, sia il movimento e il colore della vita di tutti i giorni. Questi riflessi animano le cupole, spostando continuamente l’osservatore nella loro immagine riflessa, sottolineando sia l’individuo che il suo posto nella comunità più ampia.

Titchner voleva associare l’esperienza del viaggio e del pendolarismo con la resistenza e il potenziale per l’auto-miglioramento, la riflessione e la crescita spirituale. Ogni cupola contiene un testo sintetico, che offre un mantra ai passanti e un momento di pausa nella frenesia di questo enorme snodo dei trasporti:

“Only the first step is difficult”
“The distance means nothing”
“One foot in front of the other”

Questi testi interconnessi sono adattati da una citazione attribuita a un nobile francese del XVIII secolo, protettore delle arti e amico di Voltaire, Anne de Vichy-Chamrond, dai testi di una band post-hardcore americana, Fugazi, e da un libro di autoaiuto. Gli emisferi circolari delle cupole fungono anche da metafora per un viaggio senza fine. Finché continuiamo a cambiare, lo stesso vale per il mondo che ci circonda.

Mark Titchner ha vinto questa commissione attraverso un processo competitivo, supportato da un comitato consultivo per le arti appositamente convocato, che include stakeholder chiave del progetto ed esperti culturali. Titchner ha poi collaborato con Network Rail, Futurecity, Costain e Concorde Graphics per sviluppare e consegnare la commissione.

Vagando ulteriormente nel tunnel, si notano poi una serie di placche che forniscono istantanee storiche della strada e della stazione nel tempo, mostrando quanto la stazione sia cresciuta nei suoi 180 anni di esistenza e ricordando, ad esempio, il dramma che l’area ha vissuto nel 1941, quando una bomba cadde sotto l’arco che dava rifugio a numerose persone, provocando 68 morti e 175 feriti.