Londra domina la classifica dei migliori cocktail bar del mondo: nella top 100 anche un romano e due milanesi

Dandelyan LondonUn po’ è il senso di Londra, quello di reinventarsi, ricostruirsi, passare dall’antico al moderno, non restare mai fermi e cercare nuove strade: ecco, la filosofia cittadina appena descritta è riassunta in breve pratica dal Dandelyan, il bar che è stato appena nominato il migliore del mondo secondo la graduatoria del World’s 50 Best Bars Awards 2018. Che appena una manciata di ore prima dell’ufficialità dell’ambito riconoscimento aveva annunciato… la chiusura!

Così raccontata, la storia è effettivamente estrema e un po’ romanzata: il bar, che è interno al Mondrian London Hotel a Southbank, non lontano da Blackfriars Bridge, non vedrà la fine del suo progetto di successo, ma anzi andrà a caccia di nuovi stimoli. “Sarebbe un cattivo servizio per i clienti e per ciò che abbiamo creato – recita un post Instagram del locale – proseguire quando pensiamo che lo scenario, i temi siano cambiato. C’è così tanto che pensiamo di poter fare, tante sfide da affrontare, discutere e creare, per cui crediamo abbia senso distruggere, ripartire da zero e tornare con qualcosa di ancora più brillante e più adatto a ciò che ora sentiamo di essere”.

Fatto sta, che resta poco tempo – non si sa di preciso quanto – ai curiosi che vogliono scoprire cosa abbia di speciale il Dandelyan per risultare il miglior cocktail bar del mondo, dopo che già lo scorso anno aveva sfiorato il riconoscimento, giungendo subito alle spalle del The American, altro locale londinese con cui, nella nuova graduatoria, si è scambiato il posto.

Poco male: in base alla classifica, se a Londra si cerca un buon cocktail non è difficile trovarlo. Oltre ai due già citati, anche il Connaught Bar e il Bar Termini della capitale UK sono nella Top10, che da qualche anno rende le rive del Tamigi superiori in termini di gusto nella mixology rispetto a New York, che ne piazza tre tra i dieci. Mentre cresce l’appeal alcolico dell’Oriente, con il Manhattan di Singapore al terzo posto, l’Atlas all’ottavo e il The Old Man di Honk Hong al decimo.

E l’Italia? C’è, ma più indietro. Nella Top100 due locali milanesi,  il 1930 di Milano 80esimo e il Nottingham Forest 99esimo, ma prima il romano Jerry Thomas Speakeasy, 52esimo.