Metaverso. Facebook, Microsoft e la corsa per la supremazia nel nuovo universo virtuale

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Ciò che affascina di più quando si parla di Metaverso è la possibilità, in un futuro più che prossimo, di connettersi in modi che fino ad ora potevamo solo immaginare.

Immaginate di stare comodamente seduti sul vostro divano la sera e avere la possibilità di viaggiare istantaneamente ad una festa a casa di amici dall’altra parte del globo. Oppure avere voglia di giocare a Black Jack in un Casinò ed avere la sensazione di essere lì, mentre si sta bevendo un caffè seduti al bar. Certo si può obiettare che gli amici ci và di incontrarli dal vivo, o che basta andare su Casinos.it per trovare un buon sito dove giocare online. Questa piattaforma è stata costruita da un team di professionisti con l’obiettivo di darvi istruzioni passo dopo passo su come scommettere soldi veri online ai vostri giochi preferiti, richiedere bonus, e avere la migliore esperienza possibile solo dai migliori e più sicuri casinò con licenza AAMS/ADM.

Ma se guardiamo oltre, le potenzialità sembrano davvero infinite e i due maggiori competitor del momento sembrano avere le idee molto chiare su come svilupparle, al fine di stabilire la loro supremazia in questo nuovo mondo virtua-reale.

Meta (Facebook) and Microsoft differenti approcci tecnologici

Quando si comparano Meta e Microsoft in tema di Metaverso il secondo ha una visione più concreta e realistica. La direzione della compagnia di Bill Gates è orientata sulla disponibilità di competenze in tempo reale e lo sviluppo per le imprese e, proprio per questo, sta integrando un passo alla volta nuove tecnologie su sistemi già esistenti. Stiamo parlando di Microsoft Mesh – una piattaforma collaborativa per esperienze virtuali – presentata durante la conferenza Ignite 2021 e che sarà implementata in Microsoft Teams come riportato da La Repubblica. Già nel 2022 infatti, gli utenti di Teams potranno avere la possibilità di creare i propri avatar in 3D, creare spazi virtuali privati e molto altro. Numeri alla mano, si conta quindi una base attiva di oltre 140 milioni di utenti che già utilizzano Teams, fra cui più di 16 milioni già lo fanno con un set VR.

Mark Zuckerberg tuttavia non sembra essere da meno, considerando anche il carico “sociale” di cui è responsabile. L’azienda di Menlo Park, leader nell’ambito dei dispositivi con tecnologia VR (Oculus), ha registrato oltre 255 nuovi brevetti tra il 2016 e il 2020. E proprio questa tecnologia è alla base della visione del Metaverso proposta durante la presentazione di Meta. Un’idea totale, uno stile di vita. Nel video, lo stesso Zuckerberg, tramite il suo avatar, ci introduce in questo universo digitale teletrasportandosi su una stazione orbitante per una partita a carte con gli amici. Il tutto mentre riceve videochiamate e messaggi e interagisce con oggetti in realtà aumentata nelle strade tramite il suo smartphone virtuale.

Metaverso e sicurezza: cosa ci dobbiamo aspettare?

Di fronte ad un’ottica in cui il Metaverso sarà il nostro nuovo modo di interagire, come si pongono le due aziende in termini di privacy e sicurezza informatica? Il nodo della questione è difficile da dipanare, specialmente considerando tutti i canali informatici che verranno implementati nel nuovo spazio digitale. Le grandi compagnie informatiche già si trovano in seria difficoltà quando si tratta di fronteggiare false informazioni e misleading verso siti “pericolosi” o “inadatti”. Peraltro il colosso Meta (Facebook), ha già avuto diversi precedenti per presunta violazione della privacy (tra cui la citazione depositata dalla procura dello stato della Columbia che accusa Facebook di aver ingannato i consumatori sulle norme privacy, consentendo a Cambridge Analytica di ottenere dati sensibili da oltre 80 milioni di utenti). Anche Microsoft non è da meno e proprio recentemente, si è trovata nuovamente sotto indagine dell’UE sul trasferimento dei dati negli Stati Uniti. Come saranno dunque gestite le informazioni degli utenti è tutto da vedere. C’è anche chi ipotizza che la privacy possa diventare un costoso add-on da comprare per il proprio avatar, altrimenti completamente esposto a ads e cookies sempre più personalizzati e invadenti. Tralasciando per il momento queste ipotesi tetre, possiamo comunque dire che sarà un lavoro molto difficile per i due colossi riuscire a bilanciare le necessità di privacy e sicurezza con la totale digitalizzazione dei contenuti.

Per concludere, dunque, mentre per Zuckerberg e Microsoft la nuova piattaforma porterà maggiore integrazione e sviluppo di modelli di business digitali come mai prima d’ora, c’è qualcuno che non la pensa proprio così. E’ il caso dell’ex CEO di Google, Eric Schmidt, che nella sua intervista per il New York Times poco tempo fa, ha espresso le proprie preoccupazioni specialmente riguardo alla componente “totalitaria” dell’ intelligenza artificiale e al fascino del Metaverso, parlando di un mondo che sarà più soddisfacente di quello attuale. Potenzialmente una trappola per le persone che, a quel punto, potrebbero scegliere di soppiantare la vita reale in favore di quella virtuale.

Se Eric Smith paventa, dunque, un’ipotesi non proprio rosea del futuro, noi speriamo invece che, al di là di chi riuscirà ad imporsi, si andrà verso una costruzione di un Metaverso che possa essere “umano”.