Oggi è la Giornata Mondiale della Pizza: storia e numeri di un emblema della cucina italiana

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Particolare ricorrenza quest’oggi, 17 gennaio, per i golosi e gli amanti della buona cucina: si celebra, infatti, la Giornata Mondiale della Pizza, uno degli emblemi del Made in Italy gastronomico nel mondo.

Difficile e complesso ricostruirne con precisione le origini – le prime attestazioni scritte della parola “pizza” risalgono al latino volgare di Gaeta nel 997 e in un contratto di locazione con data sul retro 31 gennaio 1201 a Sulmona ed in seguito in quello di altre città italiane come Roma, L’Aquila, Pesaro, Penne, ecc. – di certo c’è che nel XVI secolo a Napoli ad un pane schiacciato venne dato il nome di pizza che deriva dalla storpiatura della parola “Pitta”. Poi arrivarono – era già il 1.600 – i condimenti, dall’olio d’oliva al formaggio, dai pomodori al pesce: nel 1843 è addirittura Dumas padre a descriverne la differenti farciture.

Il successo della pizza arrivò anche dai sovrani di Casa Savoia, tanto che proprio alla regina Margherita di Savoia nel 1889 il pizzaiolo Raffalele Esposito dedicò la “pizza Margherita”, che rappresentava il nuovo vessillo tricolore con il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro ed il verde del basilico.

Oggi la pizza è ambasciatrice della cucina italiana in tutto il mondo, diffusa davvero ovunque. Solo in Italia, la produzione è di 8 milioni di pizze al giorno – quasi tre miliardi l’anno – per un movimento economico che supera complessivamente i 30 miliardi con circa127 mila attività di vario tipo che vendono pizza. Il più delle quali – circa il 16% – sono in Campania, seguita da Sicilia, Lazio, Lombardia e Puglia.

Le pizze più amate? Le grandi “classiche”: marinara, margherita, napoletana o capricciosa. Ma negli ultimi anni cresce – speso per motivi di necessità del cliente – il consumo di pizze “speciali”, cioè quelle biologiche o senza glutine.