Parigi: l’assalitore ucciso, già noto ai servizi, avrebbe scritto su Telegram di voler uccidere i poliziotti

“Una sparatoria breve, ma con molti colpi”: così un testimone, gestore di un ristorante a pochi metri dal luogo dello scontro a fuoco, a rue de Ponthieu, racconta i momenti di paura vissuti a Parigi poco dopo le 21. “Abbiamo subito fatto distendere i clienti sul pavimento”, racconta, ed è evidente come il segno del 13 novembre 2015 sia ancora forte.

Ancora complessa la ricostruzione dell’accaduto, in attesa di un resoconto ufficiale della polizia. Di certo, stando alle dichiarazioni del portavoce del ministero dell’Interno, Pierre Henry-Brandet, l’obiettivo degli assalitori era la polizia. Armati di kalasnikov, avrebbero infatti fatto fuoco da un’auto su un pullmino della polizia fermo al semaforo; secondo altri racconti, sarebbero invece scesi da un’auto per puntare direttamente contro gli agenti.

Un poliziotto è stato ucciso, uno gravemente ferito alla testa è ricoverato. Morto anche un assalitore, un altro sarebbe scappato e ci sarebbe un’operazione di polizia ancora in corso per rintracciarlo è ancora in corso, tanto che altri colpi d’arma da fuoco sarebbero stati uditi non lontano dalla prima sparatoria.

Smentita l’ipotesi che si possa trattare di una rapita finita male, sull’avvenuto indaga la procura anti-terrorismo. L’assalitore rimasto ucciso era già noto ai servizi segreti francesi e considerato tra gli individui radicalizzati a rischio di perpetrare attentati. Una perquisizione sarebbe in corso alla sua residenza a Seine-et-Marne, a est di Parigi. L’uomo avrebbe scritto su Telegram di voler uccidere degli agenti di polizia.

3 commenti su Parigi: l’assalitore ucciso, già noto ai servizi, avrebbe scritto su Telegram di voler uccidere i poliziotti

  • PAT

    Venerdì 13 novembre, non 14, abito a Parigi, difficile dimenticare!!

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  • PAT

    Avete corretto, grazie!!

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  • admin

    @PAT
    Grazie a te!

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