Un mito del cinema italiano al MoMa di New York: a dicembre la retrospettiva dedicata a Ugo Tognazzi. Ma manca “Amici Miei”

ugo tognazziOgni anno, un grande nome del cinema italiano: New York torna ad ospitare l’annuale retrospettiva che l’Istituto Luce Cinecittà dedica ad un protagonista del grande schermo Made in Italy. E dal 5 al 30 dicembre prossimi, i riflettori (anzi… i proiettori) saranno puntati su Ugo Tognazzi, grandissimo ed amatissimo attore, ma anche regista e sceneggiatore, uno dei numerosi talenti irripetibili che hanno segnato l’epoca d’oro del cinema italiano.

“Ugo Tognazzi: Tragedies of a Ridiculous Man” presenterà 25 lungometraggi interpretati da Tognazzi, a cominciare proprio – come da titolo della rassegna – da “La tragedia di un uomo ridicolo”, spettacolo d’apertura al Museum of Modern Art di New York che permetterà un ricordo anche di Bernardo Bertolucci (al quale fu dedicata la retrospettiva al MoMA del 2010/2011), recentemente scomparso. L’interpretazione di Tognazzi gli valse peraltro, in quell’occasione, il premio al Festival di Cannes del 1981. All’evento inaugurale sarà presente anche Maria Sole Tognazzi, figlia di Ugo, con la proiezione del suo documentario “Ritratto di mio padre”.

Il 3 dicembre, invece, nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura diretto da Giorgio Van Stratene, si terrà la presentazione del volume grafico “Ugo Tognazzi: storia, stile e segreti di un grande attore” edito da Istituto Luce Cinecittà e da Edizioni Sabinae, curato da Mario Sesti, con illustrazioni originali di Luisa Mazzone.

I film scelti sono, oltre a “La tragedia di un uomo ridicolo”, “Il fischio al naso”, diretto dallo stesso Tognazzi, “Il federale” di Luciano Salce, “Porcile” di Pier Paolo Pasolini, “La vita agra” di Carlo Lizzani, “Il vizietto” di Edouard Molinaro, “L’ape regina”, “La donna scimmia”, “L’udienza” e “La grande abbuffata” di Marco Ferreri, “Una questione d’onore” di Luigi Zampa, “Il commissario Pepe” di Ettore Scola, “L’immorale” di Pietro Germi, “I mostri” e “In nome del popolo italiano” di Dino Risi, “Il magnifico cornuto” di Antonio Pietrangeli, “Venga a prendere il caffè da noi” di Alberto Lattuada, “La califfa” di Alberto Bevilacqua, “La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone” di Pupi Avati, “Splendori e miserie di Madame Royale” di Vittorio Caprioli, “La proprietà non è più un furto” di Elio Petri, “Vogliamo i colonnelli” e “Romanzo popolare” di Mario Monicelli e “La smagliatura” di Peter Fleischmann.

Curiosità: dall’elenco manca “Amici miei”, per cui almeno al MoMa Tognazzi non sarà il conte Lello Mascetti con le sue supercazzole, uno dei ruoli più noti e probabilmente il più amato tra i tanti interpretati nell’arco della carriera.

La retrospettiva “Ugo Tognazzi: Tragedies of a Ridiculous Man” è organizzata da Camilla Cormanni e Paola Ruggiero per Istituto Luce Cinecittà, insieme a Josh Siegel, curatore del Department of Film del MoMA; negli scorsi anni, l’appuntamento ha omaggiato, tra gli altri, Pier Paolo Pasolini, Michelangelo Antonioni, Roberto Rossellini, Giuseppe De Santis, Antonio Pietrangeli, Marco Bellocchio, Ferzan Ozpetek e Paolo Virzì