Winterjazz Fest: a New York una settimana tra musica, idee e integrazione

Winter JazzFest New York City

Si è aperta il 4 gennaio e proseguirà sino a sabato 12 la quindicesima edizione di Winter Jazzfest a New York, manifestazione che i tre lustri è diventata un riferimento del gennaio sulle rive dell’Hudson.

“Quindici anni fa abbiamo presentato diciotto gruppi su tre palchi nella vecchia fabbrica di maglieria di TriBeCa. – ricorda Brice Rosenbloom, fondatore del festival e produttore – Questa stagione in nove notti e in dodici tappe uniche, siamo orgogliosi di portarvi oltre 140 gruppi degni della vostra scoperta e baldoria”.

“La nostra missione – prosegue Rosenbloom – è sempre stata quella di dare maggiore visibilità a una scena jazz ampiamente meritevole e vibrante che esiste a New York e non solo. E siamo orgogliosi che così tanti artisti che si esibiscono a Winter Jazzfest condividano la nostra dedizione al progresso con questioni che riguardano intimamente la comunità del jazz e l’umanità in generale. Cerchiamo di intrattenere mentre guidiamo con equilibrio e integrità, condividendo idee sul palco e fuori scena”.

Winter JazzFest New York City

La stagione si è aperta il 4 gennaio con Meshell Ndegeocello che ha evocato la musica di Prince nella sua prima di quattro esibizioni durante il festival. Ieri sera è stata la volta di Medeski Martin & Wood e Alarm Will Sound, che hanno eseguito musica dal loro acclamato album del 2018 Omnisphere (Indirecto Records) a Brooklyn Steel.

Ora i gran finale: stasera, 10 gennaio, Gary Bartz mette in scena musica dal suo album del 1968 “Another Earth” con l’ospite di primo piano Pharoah Sanders, presentato in collaborazione con Revive Music. Otto gruppi di Chicago si esibiranno al Nublu durante la Winter Jazzfest Marathon di due notti (11-12 gennaio). “Condividendo il nostro anniversario con quello del nostro partner radiofonico WBGO-FM, che compie 40 anni, e con la ECM Records che ne celebra 50, l’11 gennaio saranno in scena SOB con Christian McBride, Kurt Rosenwinkel e altri. ECM, invece, ospita durante la Full Marathon i pianisti Vijay Iyer e Craig Taborn, la leggenda del jazz Billy Hart e molti altri”.

Non solo musica, nel corso della settimana: interessnte anche la serie di Jazz Talks al The Assemblage John Street, che affronta questioni di jazz e genere, immigrazione e una conversazione sull’evocazione della musica delle leggende del passato con Meshell Ndgeocello, Theo Bleckmann e Ralph Peterson. Per ulteriori informazioni ecco il sito ufficiale della rassegna.

“La nostra comunità jazz ha perso molti amati talenti l’anno scorso – conclude Rosenbloom – per cui dedichiamo la nostra stagione 2019 al ricordo di Aretha Franklin, Bill Watrous, Cecil Taylor, Didier Lockwood, Hamiet Bluiett, Henry Butler, Hugh Masekela, Jerry Gonzalez, Ken Pickering, Leon “Ndugu “Chancler, Lorraine Gordon, Nancy Wilson, Perry Robinson, Buell Neidlinger, Randy Weston, Roy Hargrove, Sonny Fortune, Tomasz Stanko, Melvin Ragin aka” Wah Wah Watson “e tutti gli spiriti musicali che ci guidano oggi”.