Riceviamo da Luigi Caria, Federazione PCI, e pubblichiamo
Serve un “ponte” reale tra il lido e il centro storico per salvare l’economia della città di Tarquinia.
Tarquinia Lido non può essere una “città fantasma” per nove mesi l’anno. Il sipario, che cala puntualmente a metà settembre non è solo un limite turistico ma un fallimento sociale che danneggia l’intera comunità. In un momento in cui la nostra città è finalista come Capitale Italiana della Cultura, continuare a tenere il lido separato dal centro storico è un lusso che non possiamo più permetterci.
Mentre nel centro storico combattiamo contro l’abbandono delle case, al Lido assistiamo a un deserto urbano che dura dall’autunno alla primavera. È un enorme patrimonio immobiliare e commerciale che giace inutilizzato. Dobbiamo smettere di gestire l’ordinario e iniziare a programmare lo straordinario: Tarquinia deve diventare una destinazione turistica-ricettiva per 12 mesi all’anno.
Perché il Lido “viva” tutto l’anno servono scelte che sfruttino gli strumenti economici attualmente a disposizione: Bandi europei e regionali, Recuperi Strutturali, Incentivi al Commercio, Rigenerazione.
Tarquinia 2028, una vittoria per tutti. La proclamazione del 27 marzo per la Capitale della Cultura non deve essere una parentesi, il dossier “La Cultura è Volo” deve atterrare anche sulla sabbia del Lido, portando eventi su tutti i fronti. Il nostro è un invito/collaborazione per realizzare tutto questo.
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