Sicurezza stradale al Lido di Tarquinia, Assolidi: «Servono interventi contro l’alta velocità»

Riceviamo da Assolidi Tarquinia e pubblichiamo

Le strade del Lido sono quotidianamente percorse a forte velocità da scriteriati che mettono a repentaglio la sicurezza delle persone : cosa si aspetta ad intervenire.

Come è noto da tanto tempo, alcune strade del comprensorio del Lido sono percorse a velocità che nulla hanno a che vedere con un centro abitato. Non si tratta di episodi isolati, ma di una consuetudine consolidata; auto che sfrecciano a velocità eccessiva, motociclette lanciate a folli velocità sulle determinando un equilibrio fragile, affidato alla fortuna che, ci si augura, rimanga sempre benevola.

Il 14 Luglio 2021 i residenti di via della Salara, la strada forse maggiormente esposta al rischio, hanno presentato in Comune una petizione, firmata da decine di cittadini, con la quale si chiedeva l’installazione di autovelox fissi, dossi rallentatori, o comunque qualunque strumento idoneo a contenere la velocità e arginare comportamenti pericolosi. Non una protesta generica, ma una proposta concreta. La petizione non ebbe risposta alcuna.

Anche Assolidi ha più volte sollevato la questione negli incontri con l’Amministrazione e con il Comandante della Polizia locale. Il problema è stato discusso, riconosciuto ma senza ottenere nulla di risolutivo.

La risposta istituzionale è sempre la stessa; la legge non consentirebbe l’installazione di dossi in quel contesto e l’iter per gli autovelox sarebbe particolarmente complesso. Perché se davvero fosse molto difficile, o impossibile, intervenire in tal senso, come si spiega che strumenti analoghi siano presenti in tante altre realtà?

Da molti anni, in tante città del nostro Paese, i dossi esistono, gli autovelox funzionano efficacemente come strumenti di deterrenza; da noi, invece, si tergiversa.

Il rischio non è teorico. Ogni giorno in cui un’auto attraversa il Lido a velocità sostenuta è un giorno in cui si espone qualcuno a un pericolo concreto. Non basta affidarsi ai controlli occasionali. Non basta confidare nel senso civico di chi guida. La sicurezza stradale richiede infrastrutture, deterrenza, segnali chiari.

E allora la questione diventa politica, non tecnica. Perché se la normativa è un ostacolo, si può verificare, approfondire, chiedere pareri, attivare procedure. Se l’iter fosse davvero molto complesso, lo si affronta, non si resta immobili.

Il punto è che l’inerzia istituzionale ha un costo che si misura in sicurezza mancata. Si misura nell’ansia delle persone che percorrono a piedi le vie prive di marciapiede e che evitano di attraversare di sera soprattutto alcune strade (via della Salara, Viale Andrea Doria viale dei Navigatori)e si misura, soprattutto, nella percezione di un diffuso senso di abbandono.

Perché le amministrazioni che si sono succedute nel tempo, compresa l’attuale, non hanno ancora adottato provvedimenti efficaci? Cosa manca? La volontà politica? Le risorse? O semplicemente la percezione della gravità del problema?

La sicurezza non può diventare un capitolo secondario dell’agenda pubblica. Il Lido non è un circuito automobilistico, è un quartiere abitato. Non si può continuare a rimandare confidando nella benevola fortuna per scongiurare il rischio di eventi irreparabili, occorre intervenire subito. Il tempo delle giustificazioni è finito. Ora servono decisioni.

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