Sarà inaugurata sabato 6 giugno alle 18.30, negli spazi di Forte Stella a Porto Ercole, la mostra “Mauro Staccioli. La scultura: segnare, interrogare, attraversare (1971-2016)”, curata da Francesca Rosi e Caterina Martinelli e visitabile fino al 27 settembre 2026.
L’esposizione, promossa e sostenuta dal Comune di Monte Argentario, dall’Azienda Speciale Argentario Mobilità & Ambiente e da Argentario Turismo, con il contributo scientifico dell’Archivio Mauro Staccioli, propone una sintesi significativa del percorso artistico dello scultore toscano attraverso ventidue opere tra sculture e disegni.
Quattro installazioni monumentali sono collocate sui bastioni stellati della fortezza, dialogando direttamente con il paesaggio e il mare dell’Argentario, mentre le altre opere trovano spazio nelle sale interne del complesso, seguendo un percorso cronologico che attraversa oltre quarant’anni di ricerca.
Le opere raccontano l’evoluzione della ricerca artistica
La mostra permette di ripercorrere l’evoluzione del linguaggio di Staccioli, dagli anni Settanta fino agli ultimi lavori realizzati nel 2016. Le prime opere, caratterizzate dall’uso del cemento e del ferro, riflettono le tensioni sociali e politiche dell’epoca attraverso forme che si impongono come vere e proprie “barriere” nello spazio urbano.
Con il passare degli anni la ricerca dell’artista si orienta verso forme più aperte, curve e dinamiche, capaci di instaurare un dialogo diretto con il paesaggio e con chi lo attraversa. Le sculture diventano così strumenti per leggere lo spazio, modificarne la percezione e invitare il visitatore a un’esperienza consapevole del luogo.
Accanto alle opere monumentali, i disegni esposti testimoniano la continuità tra la dimensione progettuale e quella realizzativa, evidenziando il ruolo centrale della geometria e dell’equilibrio nella poetica dell’artista.
Chi era Mauro Staccioli
Nato a Volterra nel 1937, Mauro Staccioli è considerato una delle figure più importanti della scultura contemporanea italiana. Dopo gli studi all’Istituto d’Arte della sua città, ha svolto attività didattica in Sardegna, Lombardia e all’Accademia di Brera, intrecciando costantemente l’impegno educativo con la ricerca artistica.
Dalla fine degli anni Sessanta ha sviluppato un linguaggio fortemente legato al rapporto tra opera e contesto, realizzando interventi ambientali e monumentali in Italia e all’estero. Le sue sculture, caratterizzate da forme essenziali e geometrie rigorose, hanno trasformato il modo di concepire il dialogo tra arte, spazio e paesaggio. Scomparso nel 2018 a Milano, ha lasciato un patrimonio artistico che continua a essere studiato e valorizzato attraverso l’attività dell’Archivio Mauro Staccioli.
