L’Infiorata del Corpus Domini non è fatta soltanto di fiori. È fatta di mani sporche di colore, di notti condivise, di pazienza e sorrisi stanchi; di persone che, ogni anno, scelgono con discrezione di esserci. Ed è proprio questa partecipazione collettiva, autentica e silenziosa, ad aver reso anche l’edizione 2026 dell’Infiorata di Tarquinia un grande successo di fede, arte e comunità.
Promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Tarquinia, con l’assessore Roberta Piroli e i consiglieri comunali Sara Tonicchi ed Emanuele Scomparin, insieme alla Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, la manifestazione si conferma uno degli appuntamenti più sentiti e identitari della città, capace ogni anno di trasformare il centro storico in un suggestivo percorso di colori, spiritualità e condivisione.


































Dopo i Primi Vespri e l’adorazione eucaristica nella chiesa delle Benedettine, la notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno ha visto decine di volontari, associazioni e gruppi parrocchiali lavorare fino all’alba lungo il percorso tra piazza Duomo e piazza Giacomo Matteotti, realizzando straordinari tappeti floreali che hanno accolto la tradizionale processione eucaristica della domenica mattina, presieduta dal vescovo Gianrico Ruzza e accompagnata dalla Cappella Musicale del Duomo e dalla banda musicale “Giacomo Setaccioli”.























L’edizione 2026 è stata dedicata a San Francesco d’Assisi, nel ricordo degli 800 anni della sua eredità spirituale e del suo messaggio universale. I quadri floreali hanno interpretato con grande sensibilità i temi del creato, della pace, della fratellanza e dell’armonia tra uomo e natura, offrendo ai visitatori un percorso artistico e spirituale di grande impatto emotivo. Durante l’omelia, il vescovo Gianrico Ruzza ha ricordato come “contemplando l’Amore immolato, gustando la certezza di essere benedetti nella Grazia, vivendo il Sacramento dell’Eucarestia noi diveniamo capaci di comprendere il dono della vita e possiamo vivere l’esperienza della Resurrezione come ci annuncia il Vangelo”. Il Corpus Domini, ha sottolineato il vescovo, richiama inoltre “l’esigenza di relazioni vere ed autentiche”, capaci di testimoniare «quanto l’Amore ha trafitto il nostro cuore».

































































A valutare le opere è stata la commissione composta da padre Donato Donadello, superiore dei Francescani dell’Immacolata di Tarquinia, Maria Anna Chiatti e Amalia Di Biagio, docente dell’IIS “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia. La giuria ha premiato la qualità artistica, la fedeltà al tema francescano e l’accuratezza delle realizzazioni. Il primo premio è stato assegnato alla parrocchia Santi Giovanni Battista e Leonardo; secondo posto per la Croce Rossa Italiana – Comitato di Tarquinia; terzo classificato il CAG – Centro di Aggregazione Giovanile.
Tutte le infiorate sono state meravigliose. Un ringraziamento sincero va a tutti gli infioratori che hanno partecipato: Croce Rossa Italiana – Comitato di Tarquinia, parrocchia Santa Lucia Filippini, parrocchia Santi Margherita e Martino, associazione Devoti Madonna di Valverde, rettoria Santa Maria in Castello, parrocchia Madonna dell’Ulivo, parrocchia Maria Santissima Stella del Mare, parrocchia Santi Giovanni Battista e Leonardo, Società Tarquiniense d’Arte e Storia, associazione Fratelli del Cristo Risorto, Università Agraria, CAG – Centro di aggregazione giovanile e alla signora Franca Colageo, che con impegno, creatività e spirito di collaborazione hanno reso ancora una volta straordinaria questa tradizione, autentico cuore della manifestazione.
Un riconoscimento particolare è rivolto ai bambini, piccoli infioratori protagonisti del tappeto floreale istituzionale realizzato in apertura davanti a Palazzo Vitelleschi: un simbolo di entusiasmo, partecipazione e futuro. L’Amministrazione comunale esprime grande soddisfazione per un’iniziativa capace di coinvolgere le nuove generazioni e trasmettere loro il valore culturale e identitario dell’Infiorata, resa possibile grazie al fondamentale supporto di Giuseppina Befani e Michela Giannini. Una menzione speciale va inoltre al gruppo Scout Santa Margherita che, pur partecipando fuori concorso, realizza ogni anno un tappeto floreale di grande impatto e rappresenta un aiuto concreto durante tutta la manifestazione, distinguendosi per il forte spirito di servizio. Infine, un ringraziamento va a tutte le realtà che hanno collaborato prima, durante e dopo la manifestazione — uffici comunali, forze dell’ordine, AEOPC Tarquinia Protezione Civile, operatori ecologici e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento — per un lavoro silenzioso ma essenziale. Perché manifestazioni come questa esistono soltanto quando una comunità sceglie di costruirle insieme.
L’Infiorata non è soltanto una tradizione da custodire, ma un patrimonio collettivo che racconta l’identità di Tarquinia, la forza delle sue relazioni e il valore di una comunità capace di ritrovarsi unita attorno alla bellezza, alla partecipazione e al senso di appartenenza. È questo, ogni anno, il significato più autentico dei tappeti floreali che colorano la città e ne custodiscono la memoria: un lavoro prezioso che va ben oltre la realizzazione di opere d’arte e che si traduce in un enorme valore umano e sociale. Una Tarquinia viva, colorata e unita.
























































































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