Riceviamo dal Comitato No Fotovoltaico Selvaggio e pubblichiamo
Chiamiamo in causa Francesco Battistoni perché è stato tra gli esponenti politici del territorio intervenuti con maggiore nettezza sul ritorno al nucleare, affermando che «la strada intrapresa dal nostro Paese è quella giusta» e indicando un futuro mix energetico nel quale il nucleare possa affiancare le rinnovabili. È proprio da questa dichiarazione che vogliamo partire.
Se il nucleare è una parte della strada, allora vogliamo conoscere tutta la strada. Vogliamo sapere quale posizione si intende assumere sulla gestione delle scorie radioattive, sul Deposito nazionale, sul ruolo di Sogin e soprattutto sui territori che quella partita l’hanno già vissuta direttamente, come Montalto di Castro. Allo stesso modo vogliamo discutere del futuro delle FER e dell’agrivoltaico, perché non è sufficiente modificare una definizione o aggiungere il prefisso “agri” per cancellare il problema di un territorio che da anni sopporta una concentrazione enorme di infrastrutture energetiche.
Chiediamo dati, non nrassicurazioni. Vogliamo conoscere la potenza autorizzata e quella effettivamente utilizzata degli impianti, quanta energia venga realmente prodotta e immessa in rete, quali superfici siano già impegnate e quale ulteriore pressione possa sopportare il territorio. E vogliamo soprattutto che ogni meccanismo legato alle FER sia completamente trasparente.
Chi ottiene autorizzazioni? Quali società, associazioni o altri soggetti partecipano ai progetti? Quali benefici pubblici vengono riconosciuti? Quali incentivi vengono erogati e quali ricadute rimangono realmente alla comunità che ospita gli impianti?
Per questo riteniamo necessario arrivare anche a uno sportello pubblico nel quale ogni cittadino possa trovare dati, autorizzazioni, progetti, soggetti coinvolti e informazioni sulle compensazioni senza dover chiedere favori, cercare interlocutori o passare attraverso qualcuno. La trasparenza è esattamente questo: poter conoscere senza dover appartenere a niente e senza dover conoscere nessuno.
Ed è bene chiarire anche un altro punto. Noi non apparteniamo a Forza Italia, così come non apparteniamo a nessun’altra forza politica. Siamo un Comitato e dialoghiamo con tutti. Proprio per questo abbiamo apprezzato che Forza Italia abbia accolto, attraverso un ordine del giorno, una battaglia che nasce dal nostro lavoro: quella per riconoscere un beneficio concreto in bolletta ai territori sottoposti a un’elevata pressione della produzione energetica. Ringraziamo Forza Italia per averla raccolta e auspichiamo che quella proposta venga sostenuta da tutte le forze politiche. Ma, allo stesso tempo, rivendichiamo la paternità di quella battaglia. È nata qui. Dai cittadini. Dal Comitato. Dal lavoro fatto sul territorio. E vorremmo che proprio i parlamentari che rappresentano questa terra lavorassero affinché su una battaglia del genere non venisse piantata nessuna bandiera di partito, ma si arrivasse insieme alla meta.
Perché lo sgravio in bolletta non deve essere una vittoria di Forza Italia, della destra, della sinistra o di qualcun altro.
Deve essere una vittoria di Montalto e di tutti i territori che producono energia per il Paese sopportandone gli effetti. Questo è il senso della nostra autonomia. Tutto vorremmo tranne che vedere le nostre battaglie trasformate in strumenti di consenso o in proprietà politiche. Per questo non accettiamo intermediari. Non perché non vogliamo parlare con la politica, ma per la ragione opposta: vogliamo parlare direttamete con tutta la politica.
Battistoni è naturalmente il benvenuto. E siamo convinti che proprio un rappresentante delle istituzioni conosca bene il valore di un confronto diretto e trasparente con la base di un territorio. Non stiamo chiedendo un favore. Non stiamo chiedendo un appuntamento per ottenere qualcosa. Stiamo chiedendo politica. Quella vera: sedersi intorno a un tavolo, mettere davanti i numeri, ascoltare opinioni anche diverse e assumersi pubblicamente la responsabilità delle proprie scelte. Per questo siamo certi che Battistoni, se riterrà utile conoscere direttamente le posizioni del Comitato, non avrà alcuna difficoltà a mettersi in contatto con noi.
Siamo qui. Senza intermediari. Disponibili a un confronto pubblico con lui e con qualsiasi altra componente politica. Perché prima delle sigle vengono i cittadini. Prima delle bandiere viene il territorio. E, in fondo, la politica dovrebbe ricordare una regola molto semplice: non c’è altezza senza una base. E quella base, quando si parla del futuro di Montalto, siamo anche noi.
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