Antonelli pone la questione di fiducia: “Maggioranza alla verifica entro metà gennaio”

di Fabrizio Ercolani

“La verifica di maggioranza si farà entro la metà di gennaio”. Decisa presa di posizione del Presidente dell’Università Agraria Alessandro Antonelli che analizza anche lo status politico attuale ed in particolare la situazione interna al suo partito.

“Il requisito fondamentale per il proseguo del mandato è una maggioranza solida, convinta e senza distinguo, capace di amministrare senza la stampella della minoranza”. Va altresì ricordato che il numero minimo affinché il consiglio possa avere luogo è di dodici consiglieri ed un eventuale mancanza del numero legale potrebbe equivalere ad una sfiducia. In questo caso Antonelli ha già ben in mente il suo futuro. “Se il requisito non ci sarà, dimissioni immediate; ma dovrà essere ben chiara e palese a tutti la responsabilità politica di quello che sta accadendo. La verifica si fa sul programma e non sulle poltrone”.

Il Presidente dunque esclude ogni possibile ipotesi di rimpasto. “Via ai ricatti ed ai giochi di sponda – tuona – L’Agraria è nell’occhio del ciclone e ne sono orgoglioso, perché prima di me questo Ente era considerato il cimitero degli elefanti: oggi è un presidio decisivo e strategico, capace di generare consenso. La vittoria delle prossime elezioni comunali passa dall’Università Agraria”.

Antonelli spiega come le decisioni politiche di questo ultimo periodo, quali il defenestramento del vicesindaco e la nomina dell’Assessore Di Simone, abbiamo avuto effetti a cascata sull’ente da lui amministrato. “Si sta usando l’Agraria in vista delle prossime elezioni comunali. Sottoschiaffo non ci sono le scelte amministrative ma il ruolo. È finita la vera politica: Tutti sono mossi da personalismo dilagante ed autoreferenziale. Nascono gruppi uninominali e questo non aiuta”.

Un accenno anche al modus operandi del suo partito. “Il Pd ad ogni livello non riesce a trovare i fili della coalizione. Serve maggiore attivismo e mobilitazione. Bisogna dettare l’agenda politica e non subirla, riconoscendo pari dignità anche ai partiti più piccoli che sono sempre fondamentali per la vittoria. Infine, la scelta di Loretta Di Simone come assessore all’agricoltura è una decisione giusta: è una giovane che non ha conflitti di interessi e che ha dimostrato il suo valore; un esempio per altri giovani che fanno solo tanto rumore per nulla”. Ogni riferimento ai consiglieri Catini e Gambetti sembra essere casuale.

Un intervento chiaro, deciso ed inequivocabile, quello di Antonelli, pronto a rimettere il suo mandato se i giochi politici vorranno questo, ma con la certezza di non essere mai stato criticato per le sue scelte amministrative, anche da chi ha voluto intraprendere nuove strade politiche.

Antonelli sin dal primo momento ha dato vita ad una maggioranza eterogenea, aprendo al dialogo con altre forze politiche che hanno sposato il suo programma, Mazzola invece nel corso del suo cammino amministrativo ha perso via via i pezzi, rimanendo con il solo Udc. Due modi diversi di fare politica; ora bisognerà vedere quali sia quello vincente.