Riceviamo da Alessandro Giulivi, già sindaco di Tarquinia, e pubblichiamo
Ho letto con attenzione il comunicato diffuso dall’Amministrazione comunale. Purtroppo, pur essendo ampio e articolato, continua a non rispondere alla domanda fondamentale che molti si stanno ponendo.
Nessuno mette in discussione la necessità di amministrare con prudenza le risorse pubbliche. È un principio che condivido pienamente. Proprio per questo, però, le decisioni devono essere coerenti, trasparenti e motivate esclusivamente nell’interesse della collettività. Se l’obiettivo dichiarato era quello di tutelare e valorizzare il complesso dell’ex Ospedale di Santo Spirito e l’Archivio Storico Comunale, perché il Comune ha deciso di acquisire parte del complesso lasciando fuori proprio l’appartamento di via dei Granari n. 28, quello di maggior pregio storico e maggiormente funzionale al completamento dell’Archivio Storico? Questa è la domanda alla quale, ancora oggi, non è stata data alcuna risposta.
Nel comunicato si afferma che acquistare oggi quell’immobile e procedere al suo recupero richiederebbe un investimento di oltre 500.000 euro. Ma questa ricostruzione mette insieme due aspetti completamente diversi. L’acquisto dell’immobile è una cosa. La sua ristrutturazione è un’altra. Il Comune avrebbe potuto acquisire oggi un bene strategico, impedendone la definitiva uscita dal patrimonio pubblico, programmando successivamente gli interventi di recupero attraverso il bilancio comunale oppure ricercando finanziamenti regionali, statali o europei, come normalmente avviene per gli immobili di interesse storico e culturale.
Per questo la domanda è molto semplice. Qual è il prezzo al quale oggi il Comune può esercitare il diritto di prelazione sull’immobile di via dei Granari n. 28? I cittadini hanno diritto di conoscere questa cifra. Solo così sarà possibile comprendere se la scelta dell’Amministrazione sia stata realmente dettata da motivazioni economiche oppure da altre valutazioni.
C’è poi un ulteriore aspetto che merita un chiarimento. Nelle premesse dell’accordo sottoscritto tra il Comune e la Regione Lazio viene espressamente richiamato l’articolo 8, comma 4, della Legge Regionale n. 13/2018, una norma che ha come finalità quella di favorire la conservazione, la pubblica fruizione e la valorizzazione dei beni di interesse storico e culturale. La stessa disposizione prevede inoltre la possibilità per la Regione di concedere tali beni in comodato d’uso gratuito agli enti pubblici territoriali, per una durata fino a cinquanta anni, proprio per consentirne la tutela, la conservazione e la valorizzazione.
Per questo rivolgo all’Amministrazione alcune domande precise:
È stata valutata fino in fondo l’applicazione dell’art. 8, comma 4, della Legge Regionale n. 13/2018?
È stata richiesta alla Regione Lazio la possibilità di utilizzare gli strumenti previsti da quella norma, compreso il comodato d’uso gratuito?
Sono state realmente percorse tutte le strade che la legge metteva a disposizione per tutelare integralmente il complesso dell’ex Ospedale di Santo Spirito e l’appartamento di via dei Granari n. 28?
Perché è stato escluso proprio l’immobile di maggior pregio storico?
È stato realmente perseguito il migliore interesse pubblico?
Sono interrogativi legittimi ai quali l’Amministrazione ha il dovere di rispondere con la massima trasparenza.
Continuo inoltre a leggere ricorrenti richiami alle responsabilità delle amministrazioni precedenti. Ma questo non può diventare l’argomento con cui evitare di rispondere delle proprie decisioni. I provvedimenti amministrativi li assume chi governa oggi. Gli atti li firma chi amministra oggi. Le responsabilità delle scelte appartengono a chi oggi guida il Comune di Tarquinia. È troppo semplice attribuire ogni responsabilità al passato.
Se si è trattato di un’errata valutazione amministrativa, lo si dica con chiarezza. Ammettere una valutazione non corretta è sempre preferibile al tentativo di attribuire le responsabilità a chi ha amministrato in passato. Le decisioni assunte oggi appartengono a chi governa oggi e devono essere spiegate con la massima trasparenza.
L’interesse pubblico si tutela assumendosi la responsabilità delle proprie decisioni e dimostrando che sono state valutate tutte le opportunità offerte dalla legge. È su questo che si attendono risposte.
L’Amministrazione afferma che amministrare significa fare delle scelte. È vero. Ma ogni scelta va motivata con chiarezza e deve essere accompagnata dalla dimostrazione che sono state considerate tutte le alternative possibili, soprattutto quando è in gioco un bene storico unico e irripetibile come il complesso dell’ex Ospedale di Santo Spirito.
Non si chiedono polemiche. Si chiedono risposte precise, chiare, documentate. Con la responsabilità che deve essere propria di ogni amministratore capace.
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