Arte, Marco Ferri protagonista a Ostuni con la mostra “Poiesis”

Nuovo importante appuntamento espositivo per l’artista tarquiniese Marco Ferri, tra i protagonisti della mostra “Poiesis”, inaugurata nei giorni scorsi alla Project Room della Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni.

L’esposizione, che resterà aperta fino al 16 luglio, mette in dialogo le opere di Marco Ferri e di Arianna Matta, proponendo un confronto tra due percorsi artistici differenti ma accomunati da una profonda riflessione sull’identità, sulla memoria e sulla trasformazione dell’essere umano.

Un percorso dedicato alla ricerca interiore

Attraverso dipinti e opere che intrecciano esperienza personale e dimensione universale, “Poiesis” invita il pubblico a confrontarsi con temi quali il cambiamento, il tempo, il ricordo e la costruzione dell’identità.

Per Marco Ferri si tratta di una nuova tappa del proprio percorso artistico, che negli ultimi anni lo ha visto esporre in numerose sedi, sviluppando una ricerca fondata sul dialogo tra materia, colore e pensiero.

Il testo critico di Marco Vallesi

Ad accompagnare il percorso espositivo dedicato a Marco Ferri è il testo critico di Marco Vallesi, che analizza il linguaggio dell’artista e le caratteristiche della sua ricerca.

Parlare del lavoro di un amico non è un’impresa facile.
E non lo è, non tanto per timidezza o un senso di eccessivo rispetto che può debordare nell’affetto ma, per il timore di sconfinare nella biografia, nella storia delle cose fatte, nel registro degli eventi e nel nostalgico elenco di un tempo trascorso insieme.
Parlerò quindi di Marco, e del suo lavoro, con quello che sarà un tentativo di esprimermi con un puerile – magari mi riuscisse…- e innocente distacco.
Il fatto di cui sono più certo lo riguardi è una parola connessa ad un concetto astratto ma ampiamente dibattuto, fonte di storiche speculazioni filosofiche e religiose.
Questa parola è: grazia.
La mia certezza sta nell’aver potuto osservare da vicino le movenze dei suoi pensieri perfettamente intonate a quelle delle agili mani.
Di fronte alle opere di Marco non c’è bisogno di elaborare dettagliatamente il come e il perché esse siano così estremamente percepibili, leggibili direi, anche da un osservatore non edotto, non preparato, non “acculturato”.
Il miracolo della lettura universale si compie, appunto, attraverso la grazia infusa nelle atmosfere, nelle forme e nella cromia di ogni oggetto, scultura o dipinto che egli, incessantemente, elabora, realizza, crea e modifica.
Nell’universo immaginifico che Marco dispone intorno a sé ogni cosa si trova al suo posto come in un sistema connesso da forze capaci di regolare e disporre ritmi e colori, volumi e strutture, patine e superfici.
Memorie filtrate da miraggi simbolici attraversano il continuo divenire del suo lavoro e lo spingono, quasi quotidianamente, a scollinare la linea dell’orizzonte – mai così vicina e mai così lontana – per continuare a distillare la grammatica del suo linguaggio e del suo essere.
È forse dalla terra dove siamo nati, dove la materia si è fatta storia e poi vestigia e vanità, bellissima e amara, affascinante e incolta, comunque genitrice di personalità tanto sensibili quanto isolate, che proviene l’ammaliante canto che chiama noi tutti, naviganti senza bussola, a deviare dalle rotte consuete per approdare su altri lidi dell’anima.
Così fa Marco, dietro quell’orizzonte a cercare la sua Itaca.

La mostra

“Poiesis” è visitabile fino al 16 luglio 2026 negli spazi della Galleria Orizzonti Arte Contemporanea, in Piazzetta Cattedrale, nel centro storico di Ostuni.

L’esposizione è aperta dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 14 e dalle 16.30 alle 19.30, mentre la domenica è visitabile nella sola fascia mattutina.

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