Dal corvo spaventapasseri al pappagallo stalker, passando per la cicala da denuncia: bizzarre notizie delle estati tarquiniesi

L’estate, si sa, è stagione di notizie bizzarre: un po’ perché si calma il clima politico ed i corrispondenti devono comunque trovare storie da raccontare, un po’ perché il caldo spesso porta a reazioni e comportamenti anomali.

Fatto sta che le cronache tarquiniesi hanno regalato, un’estate dopo l’altra, storie entrate di diritto nella memoria collettiva perché curiose, stravaganti, a volte persino incredibili. Ed è un’incredibile ricorrenza come in molte di queste storie i protagonisti più o meno diretti siano i volatili o gli insetti.

È dei giorni scorsi la vicenda – raccontata dalla cronaca locale – dell’agricoltore denunciato dai Carabinieri perché, dopo aver ucciso un corvo, lo aveva legato ad una canna per utilizzarlo come spaventapasseri.

Meno macabro è quanto accaduto ormai 7 anni fa – nell’estate del 2010 – quando sui giornali finì la notizia di una denuncia per stalking quantomeno atipica: il destinatario era, infatti, un pappagallo, che pare fosse solito insultare dalla sua gabbietta due turisti con epiteti rivolti alla provenienza meridionale degli stessi ed alla costituzione robusta dell’altro.

L’estate 2010 a Tarquinia dev’esser stata una stagione particolare, perché a fine estate ha regalato un’altra perla dell’incredulità giornalistica: nella notte di Ferragosto, infatti, alla Polizia giunse da parte di una signore che soggiornava in un agriturismo nella campagna cittadina la richiesta di denuncia nei confronti di una cicala che, imperterrita, continuava a frinire a due passi dalla finestra in cui la malcapitata provava a godersi le vacanze.

Il campionario delle notizie bizzarre o avventurose potrebbe continuare, se non altro ricordando in quante estati s’è ipotizzata la presenza dell’ormai famigerata pantera avvistata nelle campagne tarquiniesi; ma non è detto che questi giorni di caldo torrido e asfissiante non ci regalino qualche nuovo capitolo da aggiungere alla saga.

2 commenti su Dal corvo spaventapasseri al pappagallo stalker, passando per la cicala da denuncia: bizzarre notizie delle estati tarquiniesi

  • #lacchiappacolibatteri ha scritto:

    la prossima potrebbe essere l’assalto dei colibatteri del Marta agli ignari bagnanti del litorale.
    Anche se questa notizia tanto bizzarra non sarebbe, vista la poca acqua che esce dalla foce del fiume per la siccità.

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  • Anna Alfieri ha scritto:

    Molti , molti anni fa esisteva un canetto piccolo piccolo, ma dalla voce squillante e tenorile, chiamato Ercolino. Ercolino stava sempre col musetto affacciato ad una finestra che, ancora più piccola di lui, in realtà lo rendeva invisibile anche mentre abbaiava alla grande. Perciò, siccome questa finestrina si trovava proprio ad altezza di orecchio umano, Ercolino con i suoi squilli improvvisi spaventava a morte i passanti che, ignari, rasentavano il muro. Leggenda vuole che un postino supplente, non avvisato della rumorosa faccenda, preso alla sprovvista, un giorno cadesse svenuto mentre bussava al portoncino lì accanto per consegnare una lettera. La leggenda non specifica se ciò fosse accaduto d’estate. Quanto a me, ho conosciuto personalmente l’intrepido Ercolino che apparteneva alla famiglia di Giancarlo, Roberta e Mario Marca.

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  • #lacchiappacolibatteri

    la prossima potrebbe essere l’assalto dei colibatteri del Marta agli ignari bagnanti del litorale.
    Anche se questa notizia tanto bizzarra non sarebbe, vista la poca acqua che esce dalla foce del fiume per la siccità.

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  • Anna Alfieri

    Molti , molti anni fa esisteva un canetto piccolo piccolo, ma dalla voce squillante e tenorile, chiamato Ercolino. Ercolino stava sempre col musetto affacciato ad una finestra che, ancora più piccola di lui, in realtà lo rendeva invisibile anche mentre abbaiava alla grande. Perciò, siccome questa finestrina si trovava proprio ad altezza di orecchio umano, Ercolino con i suoi squilli improvvisi spaventava a morte i passanti che, ignari, rasentavano il muro. Leggenda vuole che un postino supplente, non avvisato della rumorosa faccenda, preso alla sprovvista, un giorno cadesse svenuto mentre bussava al portoncino lì accanto per consegnare una lettera. La leggenda non specifica se ciò fosse accaduto d’estate. Quanto a me, ho conosciuto personalmente l’intrepido Ercolino che apparteneva alla famiglia di Giancarlo, Roberta e Mario Marca.

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