Lo squalo agita la cronaca della Tuscia: quando l’estate regala notizie esotiche

Ci mancava lo squalo! L’inizio estate nel litorale della Maremma laziale inizia con la notizia insolita che rinnova una tradizione, quella invece ben consolidata, dei tormentoni legati ad animali esotici.

Stavolta, però, di misterioso pare esserci poco o nulla, se non la curiosità su come la verdesca – la particolare specie di squalo azzurro protagonista della vicenda – sia giunta nei mari di fronte a Montalto, già che di solito vive in acque temperate e tropicali. Ma c’è una spiegazione per tutto.

Andiamo per ordine: ieri mattina, domenica 28 maggio, al pronto soccorso di Tarquinia arriva un codice verde: un ragazzo, 27enne di Amelia, provincia di Terni, che presentava un taglio al braccio poi suturato con 10 punti. La ferita se l’era procurata – anzi, gli era stata inferta – poco prima, quando era a pesca in barca con altri due amici circa cinque miglia a largo di Montalto Marina: nel tentativo di liberare lo squalo di piccola taglia rimasto impigliato all’amo, il giovane è stato morso. Subito tornati alla foce del Fiora, i ragazzi hanno ricevuto l’assistenza di carabinieri, polizia locale, Guardia costiera e 118, con conseguente trasporto all’ospedale di Tarquinia.

A spingere gli esemplari esotici come la verdesca in questione – quella protagonista dell’incidente di ieri pare essere di piccola taglia rispetto alla specie, e comunque lunga circa un paio di metri e dotata di denti forti e triangolari – sarebbe l’innalzamento della temperatura delle acque del Mediterraneo, che fa rilevare dei pur rari esemplari anche, ad esempio, nell’Adriatico. Le correnti avrebbero spinto quello al centro della cronaca odierna sino alle coste del litorale viterbese.

Ci aspetterà un’estate a caccia di squali? L’estate è, come detto, tradizionalmente ricca di storia avventurose legate ad animali esotici. Già negli anni scorsi ferite in mare avevano spinto a credere alla presenza di pesci tropicali – ma un anno una segnalazione alle autorità svelò niente di più che una famiglia di delfini -, per non parlare dei celeberrimi misteri legati a fantomatiche pantere avvistate per le campagne tarquiniesi.

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