È stata presentata lo scorso 18 aprile, al teatro comunale “Rossella Falk”, la settima edizione di Paesaggi dell’Arte, il festival che torna a Tarquinia con un calendario ricco di appuntamenti tra musica, tradizione e contaminazioni culturali. La serata di anteprima, accompagnata dalle sonorità swing e blues della Sweetfire Band, ha introdotto il pubblico a una manifestazione che concentrerà il cuore degli eventi tra il 29 maggio e il 5 giugno, con ulteriori appuntamenti fino a fine luglio.
Concerti tra Santa Maria in Castello e Parco delle Mura
Ad aprire il festival, venerdì 29 maggio, sarà il trio formato da Alessandro D’Alessandro, Daniele Di Bonaventura e Antonello Salis con il progetto Il respiro dei mantici, nella chiesa di Santa Maria in Castello. Nei giorni successivi spazio ai Willos’ con sonorità celtiche e ad Alessandro Santacaterina con Kaleicordo 2.0. Il festival proseguirà poi al Parco delle Mura con il progetto Banditori e con il concerto Etruscan Sunset del chitarrista Claus Boesser-Ferrari. Gran finale della prima parte il 5 giugno, nella sala consiliare del palazzo comunale, con l’ensemble internazionale Siwan guidato da Jon Balke.
Laboratori, archeomusica e concerti al tramonto
Accanto ai concerti, il festival propone un’ampia offerta didattica con laboratori e masterclass dedicati alla musica tradizionale e contemporanea, dal bodhran irlandese al canto arabo-andaluso. Tra il 25 e il 28 giugno tornerà la scuola di archeomusica Euterpe, con attività immersive dedicate agli strumenti e ai suoni del mondo antico, ospitate anche al Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia. Nello stesso periodo, la necropoli dei Monterozzi farà da cornice a concerti al tramonto con artisti internazionali, mentre la chiusura del festival è prevista il 26 luglio a Porto Clementino con la performance della musicista Farah Fersi.
Un progetto culturale tra territorio e innovazione
Paesaggi dell’Arte è promosso dal Comune di Tarquinia con il sostegno della Regione Lazio e della Fondazione Carivit, in collaborazione con il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia e la Soprintendenza. La direzione artistica è affidata a Emiliano Li Castro, per un festival che continua a distinguersi per la capacità di mettere in dialogo musica, paesaggio e patrimonio culturale.
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