Riceviamo da Talete SpA e pubblichiamo
Il futuro della gestione idrica nella provincia di Viterbo passa attraverso le più avanzate tecnologie, segnando l’inizio di una nuova era per la tutela del bene comune.
Talete S.p.A. sta portando avanti una trasformazione profonda della rete idrica territoriale grazie ai fondi del PNRR, mettendo in campo una strategia che unisce la salvaguardia ambientale all’innovazione satellitare. Come sottolineato nella visione strategica che accompagna i lavori, l’obiettivo primario è costruire una rete resiliente, capace di rispondere con prontezza alle sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla crescente scarsità di risorse, garantendo che l’acqua resti una certezza per tutte le generazioni a venire.
Questa imponente operazione di ammodernamento si sviluppa lungo un’infrastruttura vastissima che attraversa l’intera provincia per circa millecinquecento chilometri. Il cuore del progetto risiede nella “distrettualizzazione” e nella digitalizzazione delle condotte, un processo che sta trasformando le condotte sotterranee in una rete intelligente in grado di trasmettere dati in tempo reale. Ad oggi, la mappatura ha già interessato oltre milletrecento chilometri di rete, coinvolgendo centri nevralgici come Viterbo e Civita Castellana, ma anche comuni strategici come Fabrica di Roma, Grotte di Castro, Bomarzo e le realtà di Gradoli, Calcata, Faleria e Castel Sant’Elia. In questi territori, ogni impianto e ogni sorgente sono stati integrati in un sistema di monitoraggio costante che permette una visione d’insieme mai avuta prima.
L’elemento tecnologico più sorprendente di questo piano è l’utilizzo dei satelliti radar, una tecnica chiamata SAR che consente di individuare le perdite idriche direttamente dallo spazio, poi verificati in campo con le squadre operative di Talete. Grazie alla collaborazione con partner d’eccellenza, il sistema analizza la filma elettromagnetica dell’acqua nel terreno, distinguendo con precisione chirurgica le rotture delle tubature dall’umidità naturale del suolo. I risultati delle prime due grandi campagne di monitoraggio, condotte tra l’estate e l’autunno del 2025, sono stati straordinari. La seconda fase ha permesso di individuare 1.650 potenziali punti di perdita, consentendo ai tecnici di concentrare le ricerche fisiche su una porzione ridottissima della rete, pari a circa centoventidue chilometri. Questo significa che le squadre d’intervento possono agire a colpo sicuro, riducendo i tempi di scavo, i disagi per i cittadini e lo spreco d’acqua prima ancora che il guasto diventi visibile in superficie.
Tutto questo impegno si riassume nel motto che guida l’intera operazione, “Ut Bibat Populus”, un richiamo etico che pone il cittadino al centro di ogni innovazione tecnologica. Grazie al sostegno delle Istituzioni, Talete non sta soltanto riparando vecchie infrastrutture, ma sta creando un vero e proprio gemello digitale della rete idrica della Tuscia. È un passo concreto verso un servizio idrico moderno e sostenibile, dove la tecnologia scende in campo ogni giorno per proteggere l’acqua, la risorsa più preziosa del nostro territorio.
L’Amministratore Unico di Talete – Salvatore Genova – ha sottolineato l’importanza vitale di questa operazione: “L’accesso ai fondi PNRR ha rappresentato e rappresenta un’occasione irripetibile e strategica per tutto il territorio della Provincia di Viterbo. Non si tratta semplicemente di finanziare lavori di manutenzione, ma di investire in una visione industriale del servizio idrico. Grazie a queste risorse, stiamo dotando l’azienda di strumenti tecnologici che fino a pochi anni fa erano inimmaginabili”
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