Sport inclusivo, Diego Sileoni: “Ho sbagliato, chiedo scusa e me ne assumo la responsabilità”

Riceviamo da Diego Sileoni e pubblichiamo

In questi giorni si è parlato molto del mio intervento sul tema dei fondi regionali destinati allo sport inclusivo. Ho letto commenti, critiche, interpretazioni. Alcune legittime, altre decisamente eccessive. È giusto però che sia io, personalmente, a chiarire la mia posizione. Ho sbagliato.

Lo dico senza giri di parole, senza difese inutili. Ho sbagliato nei toni, nella modalità, nell’impeto con cui ho espresso la mia critica. E me ne assumo la responsabilità, perché chi fa politica – anche a 22 anni – deve saperlo fare.Sono giovane, sì. Sto imparando. E quando si cresce, si inciampa. Fa parte del percorso, della passione, dell’esposizione pubblica. Chi non sbaglia mai, di solito, è chi non parla mai. Io invece la faccia ce la metto, sempre. Anche quando costa. Anche quando significa chiedere scusa.In questi giorni ho visto un accanimento che, sinceramente, mi ha colpito. Da parte di alcuni cittadini, da parte dei soliti “sinistroidi e destroidi” che non perdono occasione per attaccare. Eppure, spesso, sono gli stessi che non si assumono mai la responsabilità di nulla, che non espongono il proprio volto, che non rispondono ai cittadini. Io invece sì. Io ci metto il nome, la voce, la faccia. Anche quando sbaglio.

Chiedo scusa a chi si è sentito colpito dai miei toni. Ma rivendico il diritto – e il dovere – di continuare a parlare con sincerità, con passione, con la volontà di migliorare. La politica è fatta di idee, ma anche di errori. L’importante è riconoscerli e andare avanti con maturità.

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