Accordo Comune-Talete, i consiglieri di minoranza: “Presenteremo un esposto alla Corte dei Conti”

Riceviamo dai consiglieri comunali Piero Rosati, Martina Tosoni, Luigi Serafini, Betsi Zacchei e Federica Guiducci e pubblichiamo

«Abbiamo ascoltato il video pubblicato dal sindaco Francesco Sposetti. Prendiamo atto delle sue rassicurazioni e del richiamo ai pareri degli uffici comunali e del Collegio dei Revisori. Tuttavia, quando si amministrano risorse pubbliche non bastano le dichiarazioni politiche: parlano gli atti e, quando emergono dubbi, spetta agli organi di controllo verificarli.»

Con queste parole i consiglieri di minoranza confermano la decisione di presentare un esposto alla Corte dei Conti in merito all’accordo transattivo sottoscritto tra il Comune di Tarquinia e Talete S.p.A. «Non mettiamo in discussione il lavoro degli uffici né il ruolo dei revisori. Stiamo esercitando il mandato che ci hanno affidato i cittadini: verificare che il patrimonio pubblico sia amministrato nel rispetto dei principi di economicità, buon andamento e tutela dell’interesse collettivo. Dall’analisi degli atti continuano però ad emergere interrogativi ai quali, ad oggi, non è stata fornita una risposta convincente.»

Secondo i consiglieri, il video del sindaco ripropone argomentazioni che non affrontano nel merito le questioni sollevate nella mozione discussa in Consiglio comunale il 26 giugno. Il credito del Comune. «Il sindaco sostiene che il credito vantato dal Comune non fosse certo, liquido ed esigibile. Gli atti raccontano però una realtà diversa. Si tratta di un credito documentato, derivante dagli accordi sottoscritti con Talete al momento del trasferimento del servizio idrico e da servizi svolti dal Comune per conto della società. Per anni tale credito è stato contabilizzato dall’ente e ritenuto sufficientemente fondato da giustificare l’avvio di un’azione giudiziaria per il suo riconoscimento. La decisione del Tribunale di non emettere immediatamente il decreto ingiuntivo non ha dichiarato infondato il credito, ma ha semplicemente ritenuto necessario il contraddittorio tra le parti, considerata la complessità della vicenda.»

«Il sindaco parla di convenienza della transazione rispetto a un giudizio dagli esiti incerti, ma non chiarisce quali parti del credito fossero realmente controverse né perché sia stato deciso di rateizzare il pagamento dal 2026 al 2041, quindi nell’arco di sedici anni, senza alcun interesse e senza considerare gli effetti della svalutazione monetaria. Allo stesso tempo il credito vantato da Talete viene compensato immediatamente e integralmente. È proprio questa diversa disciplina tra le posizioni creditorie delle parti che merita un approfondimento.»

«Viene inoltre richiamata la necessità di garantire la continuità del servizio idrico, ma non viene dimostrato in quale modo una diversa trattativa, con condizioni meno penalizzanti per il Comune, avrebbe potuto compromettere tale servizio. Dai bilanci della società Talete non emergono elementi tali da far ritenere impossibile una rateizzazione più favorevole per il Comune.»

«Il sindaco continua a sostenere che la delibera pubblicata contenesse tutti gli elementi essenziali dell’accordo, la cui pubblicazione è stata sin dall’inizio omessa. Il semplice confronto tra la deliberazione e il testo della transazione dimostra invece che non è così. Inoltre resta senza risposta una questione fondamentale: perché l’accordo, pur essendo indicato nella delibera n. 160 come allegato parte integrante e sostanziale, non è mai stato pubblicato? E per quale motivo nello stesso accordo compare la clausola con cui le parti si impegnano a non divulgarne il contenuto? Solo grazie all’allegazione dell’accordo a una mozione consiliare è stato possibile renderlo conoscibile ai cittadini. Rimangono inoltre senza chiarimenti le modalità con cui tali scelte siano compatibili con gli obblighi di trasparenza previsti dal PIAO vigente al momento dell’approvazione dell’accordo transattivo.»

«Restano inoltre prive di spiegazione le modalità con cui è stato determinato il collegamento tra le rate dovute da Talete e la spesa sostenuta annualmente dal Comune per i consumi idrici. Nell’accordo si fa riferimento a una spesa annua di circa 85.000 euro, mentre negli ultimi due esercizi, anche per effetto degli aumenti tariffari, il costo medio ha superato i 150.000 euro. Analogamente continuano a non essere stati forniti chiarimenti convincenti sul contenuto dell’articolo 4.2 dell’accordo.»

Per i consiglieri il punto centrale non è stabilire se il Comune recupererà il credito, ma verificare a quali condizioni economiche esso verrà recuperato e se siano stati rispettati i principi di razionalità, congruità e prudente apprezzamento nell’utilizzo delle risorse pubbliche. «È per questo che abbiamo deciso di rivolgerci alla Corte dei Conti. Non chiediamo ai cittadini di fidarsi della nostra interpretazione né di diffidare di quella del sindaco. Chiediamo semplicemente che un organo terzo e imparziale verifichi se questa operazione sia conforme ai principi di buona amministrazione, economicità e tutela dell’interesse pubblico. Se, come sostiene il sindaco, la transazione rappresenta davvero la soluzione migliore per il Comune, la verifica della Corte dei Conti non potrà che confermarlo. Se invece emergeranno criticità, sarà giusto che i cittadini ne siano informati.»

I consiglieri ritengono inoltre che anche il tema della presunta dubbia esigibilità del credito debba essere approfondito, per verificare se tale incertezza fosse realmente fondata e documentata oppure costituisse esclusivamente una contestazione della controparte nell’ambito del contenzioso. «Sarà anche su questi aspetti che chiederemo alla Corte dei Conti di esprimersi: se siano stati rispettati i criteri di razionalità, congruità e prudente apprezzamento, se la transazione abbia garantito un equilibrio tra gli interessi delle parti oppure se, come afferma il sindaco nel suo intervento pubblicizzato a mezzo video, il Comune si sia limitato ad “accettare” le condizioni proposte.»

«Le nostre perplessità non riguardano la regolarità formale dell’atto, ma il suo contenuto economico e l’effettiva tutela degli interessi della comunità. Per questo riteniamo doveroso chiedere una verifica alla magistratura contabile.»

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