Tarquinia, “Iubilemus Deo” si chiude tra musica e meditazione: grande partecipazione

Si è concluso domenica 29 marzo, nella suggestiva cornice della Chiesa di Santa Maria in Castello, il festival Iubilemus Deo, con un appuntamento di forte intensità spirituale e artistica. Un evento partecipato, che ha visto un pubblico numeroso raccolto in un clima di ascolto profondo, accompagnato da un percorso musicale e narrativo dedicato alla Passione di Cristo. Musica e parola si sono intrecciate in un dialogo capace di coinvolgere e guidare gli spettatori in un’esperienza interiore condivisa.

Il Coro Arké e le letture di Sant’Agostino

Protagonista della serata il Coro Arké, diretto da Giovanni Cernicchiaro, che ha proposto un repertorio di grande valore, spaziando dalla tradizione rinascimentale di Giovanni Pierluigi da Palestrina fino alle sonorità contemporanee di Arvo Pärt. Accanto alla musica, le letture tratte dai Sermoni di Sant’Agostino, interpretate da Mattia Calefati, hanno dato profondità al concerto, costruendo un filo narrativo capace di accompagnare l’ascolto e amplificarne il significato. La fusione tra parola e suono ha restituito un’esperienza intensa, valorizzata anche dall’acustica e dall’atmosfera della chiesa.

Un festival che guarda al futuro

Con questo appuntamento si chiude un’edizione del festival che ha saputo coniugare qualità artistica, partecipazione e valore spirituale, confermandosi come una proposta culturale significativa per il territorio. Il presidente dell’Accademia Tarquinia Musica, Giovanni Lorenzo Cardia, ha già annunciato l’intenzione di proseguire il percorso con una terza edizione ancora più ricca. Al termine della serata, il vescovo Gianrico Ruzza ha sottolineato il valore della musica sacra come strumento capace di parlare al cuore e rafforzare il senso di comunità.

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