Viterbo: premiati gli studenti della prima edizione del Bando Colasanti-Lopez

Riceviamo e pubblichiamo

Si è svolta a Viterbo a Palazzo Brugiotti la cerimonia di premiazione degli studenti che hanno partecipato alla prima edizione del Bando Colasanti-Lopez, parte integrante del progetto “Un pesce in una biglia” ideato da Maria Elena Piferi e curato dall’Associazione Donna Olimpia onlus con il supporto di Claudia Corinna Benedetti, presidente dell’Osservatorio Nazionale Permanente sulla Sicurezza. Un progetto che ha lo scopo di sensibilizzare i giovani le famiglie e le istituzioni sul tema della violenza contro le donne.

I vincitori che hanno partecipato al bando sono stati premiati al termine di una cerimonia commovente, emozionante e ricca di spunti di riflessione per tutti, sia per gli studenti, accompagnati dalle professoresse che ne hanno seguito i lavori – Francesca Pandimiglio, Marina Mastrangeli, Maria Felicita Pizzi, Elena Moneta, Alessandra Martinelli, Anna Rita Lacetera e Maria Rosita Tonicchi – sia per le autorità e personalità presenti: Mario Brutti, presidente della Fondazione Carivit, Sonia Perà,  assessore allo sviluppo economico del Comune di Viterbo, Annamaria Fausto, pro-rettore vicario dell’Università degli Studi della Tuscia, Silvia Somigli, segretario generale UIL Scuola Viterbo, Laura Pace Bonelli, dirigente dell’Istituto Comprensivo Pietro Vanni di Viterbo, Marina Contino, primo dirigente Polizia di Stato e Gina Cordella, vice questore aggiunto della Questura di Viterbo, Antonio Porri, sindaco di Vasanello e Antonio Tabacchi, il papà della giovane Silvia, vittima di un drammatico caso di femminicidio-suicidio verificatosi a Vasanello il 17 marzo scorso.

E a ricordare Silvia è stato proprio il padre della giovane, che con coraggio e grande forza d’animo si è fatto portavoce di un messaggio d’amore, di rispetto e di educazione sentimentale come uniche armi capaci di contrastare il brutale fenomeno del femminicidio, che pochi mesi fa ha deviato l’ordine naturale delle cose che vuole che sia un figlio a piangere la perdita di un genitore anziano. Emblematiche le sue parole di chiusura di un discorso che ha tenuto tutti col fiato sospeso per la sua carica emotiva: “Voi, ragazzi, siete il futuro. Per questo c’è tanta gente qui intorno a voi, perché sanno che devono investire su di voi e voi dovrete tutti i giorni essere portatori di valori, con l’esempio, con il comportamento quotidiano”.

I premi, consistenti in attrezzature informatiche, sono stati consegnati dal presidente della Fondazione Carivit e da Antonio Tabacchi ai vincitori di ciascuna delle tre categorie in concorso.

Per la categoria elaborati scritti:

1° La poesia “C’è una donna” di Tommaso Amato, classe IV DU del Liceo delle Scienze Umane Santa Rosa da Viterbo.

2° Il racconto “Lo sconosciuto” di Irene Tossini, classe III B dell’Istituto Comprensivo Roberto Marchini di Caprarola.

3° Il racconto “Storia di Laura” di Federica Ottone, classe IV DU del Liceo delle Scienze Umane Santa Rosa da Viterbo.

Per la categoria creazioni artistiche:

1° Il dipinto “L’Oppressione” di Alessandra Piccirilli, classe IV E Liceo Linguistico Mariano Buratti di Viterbo.

2° Il dipinto “L’ombra” di Francesca Padovani, classe III B Liceo Linguistico Mariano Buratti di Viterbo.

3° Le fotografie eseguite da Irene Bardi e Marta De Alexandris, con la partecipazione di Giulia Lupi, Ginevra Poli, Martina Tridici e Constantin Otel, classe II D Liceo Linguistico Mariano Buratti di Viterbo; a pari merito con la pagina social di Elena Priori, classe V A Liceo Linguistico Mariano Buratti di Viterbo.

Per la categoria video e filmati (due soli video in concorso):

1° Il video realizzato da Silvia Santoprete, classe V A del Liceo Artistico Ulderico Midossi di Vignanello.

2° Il video ideato, montato e realizzato da Leonardo Metz e interpretato da Matteo Tirelli, Stefania Alice Ramon Veres, Maria Helena Valentina Camedda, Aurora Cordoano, Aurora Masi, Federica Corinti, Shaymaa Fayed, Andrea Saveri e Francesca Aquilio, classe IV E Liceo Linguistico Mariano Buratti di Viterbo.

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