Valuta non dichiarata, oltre 15,7 milioni intercettati nel 2025 tra aeroporti romani e porto di Civitavecchia

Riceviamo dalla Guardia di Finanza e pubblichiamo

Nel corso del 2025 sono stati intercettati oltre 15,7 milioni di euro di valuta non dichiarata negli aeroporti romani di Fiumicino e Ciampino e nel porto di Civitavecchia.

È questo il significativo bilancio delle attività condotte congiuntamente dalla Direzione per il Lazio e l’Abruzzo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (A.D.M.) e dal Comando Regionale Lazio della Guardia di Finanza.

L’attività, svolta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma in stretta sinergia con i funzionari dell’A.D.M., ha visto un ulteriore rafforzamento dei controlli sulla movimentazione transfrontaliera di denaro contante presso i principali scali del territorio.

Le attività hanno portato al sequestro di oltre 958 mila euro in contanti, alla verbalizzazione di più di mille soggetti e al versamento di oblazioni per circa 760 mila euro. L’ultima operazione dell’anno ha consentito di individuare, presso l’aeroporto “Leonardo da Vinci”, circa 120 mila euro occultati nel doppio fondo di una valigia appartenente a un cittadino proveniente dal Nord Africa.

I controlli si inseriscono nel più ampio dispositivo di vigilanza economico-finanziaria attuato dalla Guardia di Finanza nei principali nodi di collegamento con l’estero e sono finalizzati alla prevenzione e repressione delle violazioni in materia valutaria, spesso riconducibili a fenomeni di evasione fiscale, riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita.

L’attività ispettiva trova fondamento nell’articolo 3 del decreto legislativo n. 195 del 2008, che prevede l’obbligo di dichiarazione per il trasferimento transfrontaliero di denaro contante pari o superiore a 10.000 euro, o al valore equivalente in valuta estera. L’obbligo riguarda non solo il contante, ma anche assegni, titoli al portatore e strumenti finanziari assimilati. La normativa non limita il possesso di denaro, ma mira a garantire la trasparenza dei flussi finanziari, consentendo allo Stato un efficace monitoraggio della circolazione di ingenti somme. L’omessa o infedele dichiarazione comporta l’applicazione di sanzioni amministrative proporzionate all’importo eccedente la soglia, con la possibilità di definire la violazione mediante oblazione.

I risultati conseguiti sono il frutto del consolidato rapporto di collaborazione tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza, rafforzato dal rinnovato Protocollo d’intesa nazionale, che ha l’obiettivo di migliorare il coordinamento operativo e l’efficacia delle azioni di controllo sul territorio.

“I risultati – dichiara Montemagno, Direttore Lazio e Abruzzo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – ottenuti dall’Agenzia e dalla Guardia di Finanza nel contrasto al traffico illecito di valuta possono rappresentare segnali di reati più gravi da approfondire nelle competenti sedi al fine di individuare la natura dei flussi di capitali.”

“Il monitoraggio dei flussi finanziari – afferma il Generale La Malfa, Comandante Regionale Lazio della Guardia di Finanza – è il metodo più efficace per individuare i capitali di origine illecita, prevenendo e contrastando forme di riciclaggio in grado di inquinare l’economia legale e di alterare le condizioni di concorrenza. In tal senso, lo sviluppo di sinergie operative tra la Guardia di finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli consente un’azione tempestiva a tutela dell’integrità del sistema economico-finanziario.”