Riceviamo dal Cda della Fondazione Vulci e pubblichiamo
Gli scavi di Vulci hanno restituito nel tempo alla luce reperti e testimonianze di straordinario valore della civiltà etrusca . Molte testimonianze di Vulci e del popolo etrusco sono oggi custodite nei principali musei del mondo, a rappresentare la qualità della vita di una civiltà che ha ancora tanto da raccontare della propria storia.
Tra questi reperti straordinari figurano le Mani d’argento, parte significativa di una statua polimaterica deposta a scopo rituale insieme ad un ricco corredo risalente al VII secolo a.C., nella camera principale di una tomba di altissimo rango. Le Mani sono approdate al Legion of Honor Museum a San Francisco. Già nel 2014 erano state al centro di una mostra a Bruxelles, e successivamente, nel 2021, a Francoforte. Anche le ricomposte terrecotte dell’edicola di Ponte Rotto, scoperte nel 1879 e concesse in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze al Museo di San Francisco per questa mostra dal titolo “The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy”, provengono da Vulci.
Questo è un evento straordinario, dichiara il Presidente della Fondazione Vulci Laura Allegrini, perché raccoglie le testimonianze più significative della cultura etrusca provenienti da ben 30 istituti internazionali, come mai era avvenuto prima in America. Ringraziamo, la Soprintendenza Belle Arti Architettura e Paesaggio per l’Etruria Meridionale, per avere concesso, per quanto di competenza, il prestito delle opere al Museo.
La nostra missione, continua Laura Allegrini insieme al Cda della Fondazione Parco di Vulci, e’ proprio quella di proseguire nella valorizzazione dei luoghi da cui tutto questo ha avuto origine, un’opera di divulgazione della grandezza di Vulci, ampiamente noti agli studiosi del settore, affinché sia conosciuto anche il contesto di provenienza, che merita la massima attenzione. Purtroppo, nel tempo, profanazioni e depredazioni hanno allontanato dal luogo di origine molte testimonianze di questa grande Civiltà.
Il nostro compito è quello di ricongiungerle almeno idealmente, almeno secondo le più moderne tecniche di comunicazione e valorizzazione, alla realtà in cui sono nate. Riteniamo che i numerosi reperti che Vulci ha prodotto debbano essere raccontati e compresi anche attraverso la bellezza dei luoghi e dell’ambiente da cui provengono, oltre che attraverso lo studio dell’intelligenza e del gusto del Popolo che li ha creati. In futuro continueremo a impegnarci affinché, quando si parlerà dei reperti di Vulci e di ciò che è stata, si parli anche di Vulci per ciò che ancora è.
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