
I Musei Capitolini ospitano a Villa Caffarelli la mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”, un’ampia retrospettiva dedicata al celebre pittore e muralista messicano. L’esposizione approfondisce il ruolo svolto da Diego Rivera nella definizione di un linguaggio artistico moderno capace di coniugare tradizione, identità nazionale e sperimentazione.
Promossa da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra è realizzata in collaborazione con MetaMorfosi Eventi e il Museo Kaluz, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Il progetto espositivo è curato da Miguel Fernández Félix e Alberto González Torres.
Oltre 140 opere tra Rivera, Frida Kahlo e i protagonisti dell’arte messicana
Il percorso riunisce oltre 140 opere, tra cui trenta lavori di Rivera, accanto a capolavori di artisti che hanno contribuito alla nascita dell’arte moderna messicana. Tra questi figurano Frida Kahlo, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, María Izquierdo, Rufino Tamayo e José María Velasco. Il percorso è arricchito da fotografie storiche, comprese quelle realizzate da Tina Modotti.
La mostra racconta il lungo processo di costruzione dell’identità culturale messicana a partire dall’indipendenza del 1821 fino alle trasformazioni del Novecento. Attraverso dipinti, documenti e testimonianze artistiche, emerge il dialogo tra eredità precolombiana, tradizioni popolari, avanguardie europee e istanze sociali che hanno contribuito a definire il volto moderno del Messico.
Quattro sezioni per raccontare la modernità artistica del Messico
L’esposizione è articolata in quattro sezioni tematiche. La prima, “Accademia e tradizione”, approfondisce la formazione artistica di Rivera e il rapporto con la tradizione ottocentesca. La seconda è dedicata agli anni europei e ai dialoghi con le avanguardie, in particolare con il cubismo. La terza sezione analizza il Rinascimento culturale messicano sviluppatosi dopo la Rivoluzione, mentre la quarta esplora l’evoluzione dell’arte oltre i confini del realismo sociale e del muralismo.
Particolare attenzione è riservata proprio al movimento muralista, promosso nel primo dopoguerra da figure come José Vasconcelos e sviluppato da Rivera, Orozco e Siqueiros. Un’esperienza che contribuì a portare l’arte negli spazi pubblici e a costruire una nuova narrazione collettiva della storia e della società messicana. Il catalogo della mostra è pubblicato da Gangemi Editore.
