Marcello Silvestri, cinque mesi dopo: il documentario sull’artista di Tarquinia continua a raccogliere riconoscimenti

Cinque mesi dopo la scomparsa di Marcello Silvestri, artista veronese ma tarquiniese d’adozione dagli anni Settanta, continua il percorso di valorizzazione della sua opera attraverso il documentario “L’Uomo di Polvere e Sabbia. Marcello Silvestri”, uscito sei mesi fa e oggi protagonista di un crescente interesse internazionale.

Realizzato da Lia Beltrami e Andrea Franceschini, con musiche originali di Alberto Beltrami, il film racconta la figura di un artista che ha dedicato la propria ricerca al dialogo tra le culture del Mediterraneo, alla spiritualità e all’impegno sociale, temi che hanno attraversato tutta la sua produzione artistica.

Dai festival internazionali a Rai 3

Dopo la distribuzione sulle piattaforme Amazon Prime Video e sul canale YouTube dedicato all’artista, il documentario ha ottenuto riconoscimenti in diversi festival cinematografici internazionali, accompagnati da recensioni e approfondimenti su riviste e testate nazionali, tra cui Vatican News, Credere e Rocca.

Il film è stato inoltre trasmesso da Rai 3 all’interno della rubrica Protestantesimo, scelta che ha voluto sottolineare il forte impegno ecumenico di Silvestri. Sono previste nuove repliche nella notte tra il 5 e il 6 agosto, alle 1.10, e tra il 10 e l’11 agosto, intorno all’1.45, mentre venerdì 7 agosto, giorno in cui ricorrono cinque mesi dalla sua scomparsa, andrà in onda anche sull’emittente Telenova. La puntata è disponibile anche su RaiPlay.

Un legame profondo con Tarquinia

Pur nato a Verona, Marcello Silvestri aveva scelto Tarquinia come propria casa fin dagli anni Settanta, instaurando un rapporto profondo con il territorio della Maremma laziale e dell’Etruria, che ha influenzato in modo decisivo la sua ricerca artistica.

Tra le esposizioni più significative nella città etrusca figurano “Il dono della natura”, ospitata nel 2022 al Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia e curata dal critico Gianluca Marziani, e “Sacra: ecologia dentro”, allestita nella primavera del 2025 nella chiesa di San Pancrazio, promossa dalla Società Tarquiniense d’Arte e Storia e curata proprio da Lia Beltrami, futura regista del documentario.

Quella mostra rappresentò l’ultima esposizione personale dell’artista e proponeva un percorso tra pittura multimaterica, bassorilievi in creta, ceramiche e opere ispirate ai simboli dell’arte etrusca e della spiritualità mediterranea.

L’arte come dialogo e impegno sociale

Accanto all’attività espositiva internazionale, che lo ha portato a esporre in Belgio, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone e in numerosi altri Paesi, Silvestri ha sempre affiancato un intenso impegno nel sociale.

Per anni ha promosso laboratori di arte e spiritualità alla Repubblica dei Ragazzi e nel carcere di Civitavecchia, oltre a collaborare con la comunità terapeutica Mondo Nuovo di Tarquinia, dove si sono svolti anche i suoi funerali. Musicisti come Giosy Cento e Francesco Pierotti hanno condiviso con lui diversi progetti artistici e culturali.

A distanza di cinque mesi dalla sua scomparsa, il successo del documentario e il crescente interesse internazionale confermano come il percorso umano e artistico di Marcello Silvestri continui a parlare ben oltre i confini del territorio che aveva scelto come casa, mantenendo vivo il messaggio di dialogo, inclusione e attenzione alla dimensione spirituale che ha caratterizzato tutta la sua vita.

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