
Formazione professionale, reinserimento sociale e lavoro attraverso il rapporto con la terra. Hanno preso il via alla Comunità Mondo Nuovo i corsi del progetto “ColtivAMOlaVITA”, iniziativa finanziata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che vede tra i partner l’Università Agraria di Tarquinia.
In occasione dell’avvio delle attività il presidente dell’ente, Alberto Riglietti, ha visitato il Centro di Recupero dalle Tossicodipendenze Comunità Mondo Nuovo, incontrando responsabili, operatori e persone impegnate nel percorso.
«Entrare in una realtà come questa significa incontrare storie, difficoltà, ma soprattutto persone che hanno deciso di rimettersi in gioco e di costruire un nuovo percorso», racconta Riglietti. «Ed è proprio questo che rende questo progetto così importante: dare strumenti concreti per ripartire».
Dai trattori all’apicoltura, corsi con rilascio di attestati
Il progetto prevede una serie di percorsi formativi destinati a fornire competenze concretamente spendibili anche nel mondo del lavoro. I corsi, con rilascio di attestati, riguardano la formazione per trattoristi, l’apicoltura, l’olivicoltura, l’HACCP e il vivaismo, oltre ad altre attività orientate alla formazione e al reinserimento sociale e lavorativo.
Un percorso che punta dunque a fare della formazione professionale uno degli strumenti attraverso i quali accompagnare le persone verso una nuova autonomia.
«Come medico sono orgoglioso di poter affermare la mia vicinanza alla Comunità», sottolinea Riglietti, «così come, da presidente dell’Università Agraria di Tarquinia, sono orgoglioso di confermare la vicinanza dell’ente e delle istituzioni alla Comunità Mondo Nuovo».
L’Università Agraria mette a disposizione i terreni
La collaborazione dell’Università Agraria con la Comunità non si limita alla partecipazione al progetto. Il rapporto si è infatti concretizzato anche attraverso la concessione di terreni appartenenti al patrimonio dell’ente.
«Abbiamo scelto di mettere a disposizione una parte del nostro patrimonio perché crediamo profondamente che la terra possa essere molto più di una risorsa: può essere lavoro, responsabilità, dignità e soprattutto una possibilità di ricominciare», spiega il presidente.
Una scelta che lega la funzione del patrimonio dell’Università Agraria a una finalità sociale, facendo dell’attività agricola anche un’occasione di formazione e costruzione di nuove prospettive.
Riglietti: «Creare opportunità e non lasciare indietro nessuno»
Per Riglietti l’esperienza di “ColtivAMOlaVITA” indica anche una direzione per il ruolo delle istituzioni sul territorio: «Credo che questo debba essere il nostro compito: essere presenti dove c’è bisogno, creare opportunità e non lasciare indietro nessuno».
Il presidente dell’Università Agraria ha quindi ringraziato Sandro, Daniele, Mario, Dino, Mauro e Carmela, insieme agli operatori e ai responsabili della Comunità, ai partner del progetto e alle persone che stanno affrontando il percorso.
«Una comunità è davvero forte quando sa tendere una mano a chi vuole rialzarsi. E se un pezzo della nostra terra può aiutare qualcuno a ritrovare la propria strada, allora quella terra sta producendo il suo raccolto più importante: il futuro».
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