

Un patrimonio archeologico recuperato torna nel territorio al quale appartiene. Sabato 12 settembre 2026, alle 18, al Castello di Santa Severa apre la mostra “I colori che ritornano. Un patrimonio ritrovato. Le lastre dipinte etrusche riunite nel loro territorio”, promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale.
L’esposizione, allestita negli spazi della Manica Lunga dell’Antiquarium di Pyrgi, riunisce le lastre dipinte provenienti da Cerveteri e oggetto negli ultimi anni di importanti operazioni di recupero. Reperti rarissimi che permettono di riscoprire colori, immagini e scene del mondo aristocratico dell’antica Caere tra VI e V secolo a.C.
Un patrimonio recuperato e tornato in Italia
Al centro della mostra ci sono preziosi frammenti in terracotta recuperati nell’ambito di complesse indagini condotte dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e dalla Guardia di Finanza.
Un insieme considerato particolarmente significativo per quantità, rarità, complessità delle scene rappresentate e tecniche impiegate. A questo patrimonio si aggiungono i reperti rientrati in Italia in seguito all’accordo di cooperazione culturale sottoscritto nel 2016 con la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, che ha portato alla restituzione dalla Danimarca, tra gli altri materiali, di 110 frammenti di lastre dipinte ceretane.
Il corpus riunito nell’esposizione di Santa Severa è databile complessivamente tra il 530 e il 480 a.C.
Le pareti colorate dell’antica Caere
La pratica di dipingere su lastre di terracotta ebbe una particolare fortuna nell’antica Caere, l’odierna Cerveteri, anche grazie all’arrivo nelle città etrusche, a partire dagli inizi del VI secolo a.C., di artigiani provenienti dalla Grecia orientale.
Le lastre venivano applicate alle pareti degli edifici e potevano essere disposte una accanto all’altra, formando grandi fregi pittorici continui. In altri casi funzionavano invece quasi come quadri autonomi, ciascuno caratterizzato da un proprio soggetto.
Le superfici in terracotta diventavano così il supporto per un universo di immagini capace di raccontare la società etrusca e, in particolare, i suoi luoghi di rappresentanza.
Miti, musica, banchetti e vita degli Etruschi
Tra i soggetti identificati sulle lastre figurano scene mitologiche, musicali e di danza, banchetti, competizioni atletiche, episodi militari e rituali. Un repertorio che testimonia la varietà e la vivacità della pittura etrusca e offre uno sguardo sul mondo ideale dell’aristocrazia ceretana.
La mostra assume un valore particolare anche per la sua collocazione: reperti dispersi e successivamente recuperati vengono infatti riuniti nell’Etruria meridionale, nel Castello di Santa Severa e nell’area dell’antica Pyrgi, uno dei luoghi chiave della storia di Caere.
L’appuntamento con l’apertura di “I colori che ritornano. Un patrimonio ritrovato” è per sabato 12 settembre alle 18 al Castello di Santa Severa, negli spazi della Manica Lunga dell’Antiquarium di Pyrgi.
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