

Tre giorni per entrare nel cuore della ricerca archeologica su Tarquinia, dai reperti conservati nei magazzini del Museo ai luoghi dell’antica città sul Pianoro della Civita. Dal 18 al 20 settembre 2026 torna “Civita Aperta”, l’iniziativa con cui dal 2015 il “Progetto Tarquinia” dell’Università degli Studi di Milano condivide con la città e il pubblico i risultati delle proprie ricerche.
L’edizione 2026 amplia la formula della manifestazione e propone tre giornate tra incontri, archeologia, musica e visite, costruite intorno alla presentazione del nuovo volume “Tarchna V” e all’apertura dei luoghi nei quali da oltre quarant’anni si svolgono le ricerche dell’Ateneo milanese. Civita Aperta è promossa nell’ambito del “Progetto Tarquinia” con Comune di Tarquinia, Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Soprintendenza, Università Agraria di Tarquinia e Università di Macerata, con il sostegno della Regione Lazio e il coinvolgimento di partner e associazioni del territorio.
Venerdì “Tarchna V”, sabato si aprono i magazzini del Museo
Il programma inizierà venerdì 18 settembre alle 18 nel palazzo comunale di Tarquinia con la presentazione di “Tarchna V”, nuovo volume in due tomi della collana dell’Università degli Studi di Milano dedicato agli scavi sistematici nell’abitato e al pozzo sigillato del “complesso monumentale”.
Le autrici e curatrici Giovanna Bagnasco Gianni e Matilde Marzullo dialogheranno con Luca Gufi, Alessandro Mandolesi e Rossella Zaccagnini. A seguire spazio alla musica con il concerto di Giacomo Bellucci, Antonello Timpani e Sandro De Blasio, maestri del Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone, che eseguiranno musiche di Paul Juon, Nino Rota e Astor Piazzolla. La serata terminerà con un buffet enogastronomico e i vini offerti dai produttori del territorio.
Sabato 19 settembre alle 17 sarà invece il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia ad aprire eccezionalmente al pubblico i propri magazzini. La visita guidata permetterà di conoscere i materiali provenienti dal territorio dell’antica Tarchna e il lavoro di conservazione, studio e tutela che accompagna la ricerca archeologica.
Alle 18.30 in piazza Cavour seguirà l’“aperitivo archeologico”, occasione di incontro tra gli studenti delle scuole superiori e gli universitari impegnati a Tarquinia nelle ricerche dell’Università degli Studi di Milano con il Progetto Tarquinia e dell’Università di Macerata con Tarcheo.
Domenica archeotrekking e visite sul Pianoro della Civita

La giornata conclusiva, domenica 20 settembre, porterà il pubblico direttamente nei luoghi dell’antica Tarchna. Si comincerà alle 8 con un archeotrekking, guidato da Elisabetta Ciolli e con partenza da Barriera San Giusto.
Alle 10, con ritrovo alle 9.45 presso il parcheggio del “complesso monumentale”, prenderà il via la visita guidata gratuita al Pianoro della Civita. Il percorso attraverserà quattro postazioni distribuite nei circa 90 ettari dell’antica città, permettendo di leggere differenti momenti della sua storia.
Le tappe saranno il “complesso monumentale”, legato alle origini della città; Porta Romanelli, uno degli accessi urbani; il santuario dell’Ara della Regina, con il grande tempio etrusco; e il Foro Romano, testimonianza delle trasformazioni vissute dalla città in età imperiale.
Dal cantiere archeologico alla città

Le visite saranno curate dagli archeologi dell’Università degli Studi di Milano, con la partecipazione dell’Università di Macerata e degli enti, partner e associazioni coinvolti nell’iniziativa.
È proprio il rapporto tra ricerca e comunità a rappresentare il filo conduttore di Civita Aperta, nata nel 2015 dall’Insegnamento di Etruscologia dell’Università degli Studi di Milano: trasformare il cantiere archeologico in uno spazio d’incontro e rendere accessibili al pubblico non soltanto i risultati degli scavi, ma anche luoghi, metodi e protagonisti della ricerca sull’antica Tarquinia.
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