

Quattro giorni di incontri sul futuro del cibo, con Tarquinia presente attraverso l’esperienza di Tiziana Favi, chef di Namo Ristobottega. Dal 24 al 27 settembre, Tiziana ha infatti preso parte a Terra Madre Salone del Gusto, la manifestazione organizzata da Slow Food, dalla Città di Torino e dalla Regione Piemonte. La sedicesima edizione ha animato le piazze del centro torinese con un mercato di oltre 600 produttori italiani e internazionali, conferenze e laboratori dedicati alla biodiversità, tema centrale di quest’anno.
Dall’inaugurazione al lavoro dei cuochi dell’Alleanza

Tiziana ha partecipato alla cerimonia inaugurale del 24 settembre, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel suo intervento, Mattarella ha ricordato Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e ideatore di Terra Madre, richiamando il valore della biodiversità e della collaborazione tra chi produce, cucina e consuma il cibo.
Il giorno successivo, la chef tarquiniese è intervenuta all’incontro “Le radici di un’alleanza”, dedicato alle pratiche dei cuochi dell’Alleanza Slow Food e al rapporto tra cucina, territorio e identità. Tiziana ha messo al centro il ruolo dei cuochi nel costruire valore attorno ai prodotti locali: lavorandoli e raccontandoli attraverso un piatto, possono farli conoscere a chi siede al ristorante. Un cliente che assaggia e comprende un prodotto può poi cercarlo anche fuori da quelle mura, contribuendo a sostenere chi lo produce e a far conoscere la realtà da cui proviene.
Il 26 settembre Tiziana ha preso parte, come consigliera di Slow Food International, all’incontro “Good Food for All: mobilitare l’Europa per un’alimentazione sostenibile e accessibile”. Al centro del confronto, l’iniziativa dei cittadini europei “Food is a Human Right for All!”, che chiede alla Commissione europea di intervenire sul quadro normativo per rendere effettivo il diritto a un’alimentazione adeguata, sana e sostenibile.
La raccolta punta a raggiungere un milione di firme. Il tema dell’accessibilità del cibo lega la tutela dei consumatori a quella dei produttori: garantire alimenti di qualità per tutti richiede anche condizioni di lavoro e prezzi equi per chi li porta sulle nostre tavole. È una riflessione che attraversa da sempre l’impegno di Slow Food e che, attraverso l’iniziativa, viene proposta all’attenzione delle istituzioni europee.
La petizione può essere firmata sulla piattaforma ufficiale dell’Unione europea.
Un fiore di Tarquinia per la delegazione cubana


L’ultima giornata ha avuto per Tiziana un significato anche personale. Il 27 settembre, durante l’assemblea plenaria di Slow Food, la chef ha partecipato come delegata italiana alla votazione del board internazionale. Nella stessa occasione, la condotta Slow Food cubana ha ricevuto il premio Ursula Hudson.
Nella teca consegnata alla delegazione cubana è stato posto un solo fiore: quello del finocchietto selvatico di Tarquinia, raccolto ed essiccato dalla stessa Tiziana: una pianta che, anche grazie all’opera di Namo, appartiene all’Arca del Gusto di Slow Food, che raccoglie prodotti legati alle tradizioni alimentari dei territori.
Il gesto è un segno di vicinanza a Cuba in un momento di forte difficoltà, sentito da tutta la squadra di Namo anche attraverso Rosaralis Grences Perez, collaboratrice del ristorante nata sull’isola, dove vive ancora la sua famiglia. Quel fiore raggiungerà Cuba portando con sé un pezzo di Tarquinia e un messaggio di solidarietà.
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