Cinema Etrusco, il Comune replica a Fratelli d’Italia: «Quando la politica racconta solo metà della storia»

Riceviamo dal Comune di Tarquinia e pubblichiamo

Fa piacere vedere tanto interesse per il Cinema Etrusco e, soprattutto, fa piacere che un finanziamento regionale di oltre 126mila euro consentirà di migliorare ulteriormente una struttura importante per Tarquinia. Dispiace invece constatare che, ancora una volta, qualcuno scelga di raccontare soltanto la parte della storia che fa più comodo alla propria narrazione politica.

Nessuno intende cancellare quanto fatto negli anni precedenti. L’acquisizione del Cinema Etrusco da parte del Comune e il successivo affidamento della gestione rappresentano passaggi importanti di un percorso che appartiene alla città e che, proprio per questo, non dovrebbe essere trasformato ogni volta in una gara per attribuirsi meriti. Ma la storia del Cinema Etrusco non si è fermata nel 2024. L’attuale Amministrazione ha lavorato concretamente affinché il finanziamento regionale ottenuto dal concessionario potesse tradursi in interventi reali sulla struttura comunale.

Il contributo regionale di 126.584,63 euro, infatti, copre il 70% di un progetto complessivo di oltre 180mila euro, mentre il gestore deve sostenere direttamente la restante quota di cofinanziamento e anticipare parte delle risorse che saranno rimborsate dalla Regione soltanto a conclusione e rendicontazione degli interventi. Proprio per rendere sostenibile questa operazione e consentire al concessionario di realizzare gli interventi, nel luglio 2026 la Giunta comunale ha approvato la rinegoziazione della concessione, prolungandone la durata fino al 2033. Una scelta precisa, assunta perché gli interventi finanziati riguardano non soltanto attrezzature tecnologiche, ma anche opere strutturali, accessibilità, decoro e miglioramento complessivo di un immobile che è patrimonio della città.

E non è tutto. Già nell’aprile 2026 questa Amministrazione aveva approvato un progetto esecutivo da un milione di euro per il recupero e la riqualificazione del Cinema Etrusco, candidandolo al Piano regionale per la valorizzazione dei teatri e delle sale cinematografiche. Un progetto che prevede, in caso di finanziamento, 800mila euro di contributo regionale e 200mila euro di risorse comunali.

Questi sono atti amministrativi, non dichiarazioni. Dimostrano una cosa molto semplice: l’attuale Amministrazione considera il Cinema Etrusco un patrimonio pubblico da tutelare, migliorare e valorizzare e sta lavorando affinché questo percorso possa proseguire e crescere. Per questo troviamo poco utile trasformare ogni risultato positivo per Tarquinia nell’ennesima occasione per piantare una bandierina politica.

Se una precedente amministrazione ha fatto qualcosa di positivo, non abbiamo difficoltà a riconoscerlo. Allo stesso modo, però, sarebbe corretto raccontare anche quello che è stato fatto dopo. Le amministrazioni passano, il Cinema Etrusco resta patrimonio dei tarquiniesi. Noi preferiamo lavorare perché possa diventare sempre più moderno, accessibile, funzionale e attrattivo. E continueremo a farlo, attraverso finanziamenti, investimenti e scelte amministrative concrete. Le cose si fanno per migliorare la città, non per ostentarne continuamente la paternità. Raccontare solo ciò che fa comodo è forse un modo di fare politica al quale ci siamo abituati, ma non è il nostro.

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