Civita di Bagnoregio e Bolsena saranno Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2028. La proclamazione, avvenuta lunedì 12 ottobre da parte del ministro della Cultura Alessandro Giuli, premia il progetto congiunto “Arte che viene, arte che va”, selezionato all’unanimità e accompagnato da un finanziamento di un milione di euro.
Un riconoscimento che porta la Tuscia al centro del panorama culturale nazionale e apre nuove prospettive per la valorizzazione del territorio. La candidatura, sostenuta dalle amministrazioni comunali guidate dai sindaci Luca Profili, di Bagnoregio, e Andrea Di Sorte, di Bolsena, ha puntato sulla collaborazione istituzionale e sul coinvolgimento delle realtà culturali e sociali locali.
Numerose le dichiarazioni di soddisfazione arrivate dal mondo politico e istituzionale.
Sberna e Gasparri: «Un riconoscimento che valorizza la Tuscia»
Per Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di Fratelli d’Italia-Ecr, la designazione «è una notizia che riempie di orgoglio e conferma la straordinaria ricchezza culturale della Tuscia, insieme alla capacità dei suoi territori di costruire progetti ambiziosi e condivisi».
Sberna sottolinea come la promozione di iniziative culturali di respiro internazionale nelle aree interne possa contribuire a contrastare lo spopolamento e a creare nuove opportunità economiche.
«Il contributo di un milione di euro costituisce una leva concreta per trasformare questa opportunità in iniziative capaci di generare ricadute positive e durature per le comunità», aggiunge, congratulandosi con i sindaci e ringraziando il ministro Giuli.
Soddisfazione anche da parte del senatore Maurizio Gasparri, responsabile nazionale Enti Locali di Forza Italia: «Un riconoscimento che premia due territori straordinari della Tuscia, luoghi ricchi di storia, bellezza e cultura che conosco bene e a cui sono particolarmente legato».
Gasparri rivolge quindi un plauso ai sindaci Profili e Di Sorte per aver guidato il percorso della candidatura.
Sabatini e Zelli: «Un successo costruito attraverso la collaborazione»
Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio, Daniele Sabatini, parla di «un grandissimo risultato che apre prospettive straordinarie per il nostro territorio».
Secondo Sabatini, la candidatura ha dimostrato l’importanza della collaborazione tra amministrazioni, istituzioni scientifiche, associazioni, terzo settore e mondo della cultura.
«La Regione Lazio è stata al fianco delle comunità in questa sfida, sostenendo la candidatura sin dall’inizio», afferma, evidenziando le opportunità di sviluppo e promozione della Tuscia a livello nazionale e internazionale.
Sulla stessa linea Giulio Menegali Zelli Iacobuzi, presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente del Consiglio regionale del Lazio, che invita a guardare alla fase successiva alla proclamazione.
«Il riconoscimento e il contributo di un milione di euro rappresentano un’opportunità concreta: dovranno tradursi in un programma capace di coinvolgere cittadini, artisti, scuole e operatori culturali, valorizzando non soltanto i due Comuni promotori, ma l’intero territorio».
Per Zelli, la sfida sarà trasformare il titolo in un’eredità culturale duratura, capace di generare benefici anche oltre il 2028.
Provincia di Viterbo e Fondazione Vulci: «La collaborazione è la strada da seguire»
Il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, esprime soddisfazione per la designazione, sottolineando il valore del progetto condiviso.
«La Tuscia dimostra di saper elaborare proposte culturali di altissimo profilo, capaci di imporsi a livello nazionale. La nostra è una provincia densa di tesori preziosi e ancora tutti da scoprire; questa designazione ci offre un’occasione concreta di sviluppo per l’intero territorio».
Romoli si congratula con i due sindaci per aver costruito «un progetto solido, radicato nel territorio e con lo sguardo rivolto ai giovani», annunciando che la Provincia garantirà collaborazione e supporto istituzionale nella programmazione delle iniziative in vista del 2028.
Anche Laura Allegrini, presidente della Fondazione Vulci, evidenzia il valore della collaborazione tra le diverse realtà locali.
«La vittoria di Bagnoregio e Bolsena quale capitale italiana dell’arte contemporanea per il 2028 ci riempie di gioia e ci stimola ad una sempre maggiore valorizzazione del nostro territorio».
Allegrini richiama in particolare l’attenzione sulle nuove generazioni e sulle prospettive turistiche e culturali, sottolineando come il risultato rappresenti anche un modello di lavoro condiviso: «Non si vince mai da soli ma proprio questa vittoria ci consegna un metodo che si basa sulla collaborazione istituzionale e sul lavoro sinergico tra le più varie realtà che del territorio sono protagoniste».
Con la proclamazione si apre ora la fase di preparazione del programma per il 2028, chiamato a trasformare il riconoscimento nazionale in iniziative culturali e opportunità per le comunità di Bagnoregio, Bolsena e dell’intera Tuscia.
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