Bagnoregio e Bolsena Capitali italiane dell’Arte Contemporanea 2028: un milione di euro per trasformare la Tuscia in un museo a cielo aperto

di Carlotta Macchione

Verso la fine del 2026, la Tuscia si sta già preparando ad un altro grande traguardo del 2028: proprio poche ore fa infatti, Bagnoregio e Bolsena sono state nominate “Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2028”.

Nella mattina del 12 ottobre, le 4 finaliste: Padova, Civita di Bagnoregio e Bolsena, Pozzuoli e Capri; hanno assistito alla premiazione finale a Roma che ha visto come vincitrici le due cittadine viterbesi. Il progetto proposto si chiama “Arte che viene, arte che va”, il quale ha come obiettivo il dialogo tra il patrimonio storico, il paesaggio della Tuscia e la creatività contemporanea; per la sua realizzazione sarà assegnato come contributo 1 milione di euro, che finanzierà la creazione e l’installazione di almeno 35 opere d’arte contemporanea nel territorio; la riqualificazione di almeno quattro spazi dedicati alla collettività e alla cultura; l’introduzione del laboratorio mobile “Baleno”, un autobus elettrico che sarà un vero e proprio laboratorio artistico; percorsi educativi e formativi rivolti ai giovani studenti; la nascita di connessioni con itinerari turistici sostenibili per creare nuove opportunità di crescita economica senza spingere i giovani a dover lasciare il territorio. Sono stati coinvolti nel progetto 5 artisti di rilievo internazionale: Carsten Höller, Eva Jospin, Chiara Camoni, Nico Vascellari e Tobias Rehberger; i quali si occuperanno di curare la realizzazione delle opere presentate, tra cui 20 opere dedicate al gioco, per stimolare la partecipazione attiva del pubblico; un giardino all’italiana contemporaneo da attraversare; “Tuscia Route 01”, un percorso ciclopedonale che unisce il borgo di Civita alle rive del lago di Bolsena, arricchito da installazioni artistiche è l’ideale per avvicinare turisti e promuovere l’attività all’aria aperta.

Al centro della proposta vincitrice emergono due punti fondamentali, che sono le iniziative dedicate ai giovani e la continuità nel tempo. Il ruolo del bus “Baleno”, è quello di coinvolgere oltre 10.000 ragazzi del territorio, viaggiando tra gli istituti scolastici locali e proponendo workshop pratici, lezioni interattive e un approccio diretto ai linguaggi dell’arte di oggi. Sempre per loro si lavora affinché non siano costretti a lasciare la propria città, includendo artisti emergenti nel programma del 2028, già a partire dal 2027, con l’obiettivo di sviluppare progetti che connettano la memoria storica dei luoghi con la modernità; oltre alla pura espressione artistica, si punta a formare figure professionali giovanili specializzate nel turismo, nell’accoglienza culturale e nell’art-sharing.

Per quanto riguarda la continuità nel tempo, invece, elemento che ha permesso a Bagnoregio e Bolsena di vincere il titolo di “Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea”, si è stabilito che tutte le opere che saranno realizzate, rimarranno stabilmente sul territorio, anche oltre il 2028; così come i progetti scolastici che continueranno a coinvolgere migliaia di studenti negli anni a venire. I due comuni diventeranno musei a cielo aperto, permanente e gratuito, incrementando il valore culturale dell’area.
Il risultato premia il lavoro delle amministrazioni comunali e la capacità di credere in un progetto condiviso, ma, può essere considerato una vittoria per tutta la Tuscia. Un territorio ricco di storia, bellezze naturali e tradizioni, che troppo spesso non riesce a valorizzare fino in fondo le proprie potenzialità; chi vive in questi luoghi sa bene quanto siano importanti il turismo e le iniziative capaci di mantenere vivo il territorio, soprattutto nei piccoli centri, sfruttando il patrimonio archeologico locale per trarne nuova arte contemporanea. La vittoria di quest’anno unisce la fragilità di Civita di Bagnoregio, la “città che muore”, e la stratificazione storica di Bolsena alla forza rigenerativa dei linguaggi di oggi: l’arte contemporanea non viene calata dall’alto come un corpo estraneo, ma diventa uno strumento per rileggere, proteggere e dare nuova vita a un patrimonio culturale antichissimo.

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