
Nuove misure per contenere l’inquinamento atmosferico e acustico prodotto dalle navi in arrivo nel porto di Civitavecchia. La Guardia Costiera ha introdotto una procedura di verifica preventiva rivolta ai comandanti delle unità navali, con l’obiettivo di rafforzare il rispetto delle norme ambientali e ridurre l’impatto delle attività portuali sulla città.
L’iniziativa prevede l’invio di una comunicazione a tutte le navi dirette nello scalo, accompagnata da una checklist operativa che consentirà di verificare il rispetto delle principali disposizioni ambientali già prima dell’arrivo in porto.
Le nuove misure sono state illustrate agli operatori del settore marittimo durante un incontro organizzato presso la Capitaneria di Porto di Civitavecchia, con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra l’Autorità marittima e le imprese che operano nello scalo.
Emissioni e rumori: cosa dovranno verificare i comandanti
La checklist predisposta dalla Guardia Costiera riguarda diversi aspetti della gestione delle navi, a partire dalla regolarità delle certificazioni dei motori e dei generatori di bordo, dal rispetto dei limiti delle emissioni atmosferiche e dalla corretta gestione dei combustibili.
Particolare attenzione viene riservata anche all’utilizzo degli inceneritori, dei radar e dei segnali acustici.
Tra gli obiettivi delle nuove disposizioni figura infatti la riduzione dei rumori evitabili durante la permanenza delle navi in porto, soprattutto nelle ore notturne, per limitare i disagi nelle aree cittadine vicine allo scalo.
Il sistema di verifica preventiva punta a responsabilizzare direttamente i comandanti e gli operatori marittimi, affiancando ai controlli tradizionali uno strumento per individuare eventuali criticità prima dell’ingresso in porto.
Oltre 50 controlli ambientali dall’inizio del 2026
Le nuove procedure si aggiungono all’attività ispettiva già svolta dalla Guardia Costiera di Civitavecchia.
Dall’inizio dell’anno sono state effettuate oltre 50 verifiche ambientali a bordo di navi italiane e straniere, finalizzate ad accertare il rispetto della normativa vigente.
Nel corso delle ispezioni sono state individuate, su alcune unità, irregolarità relative alle emissioni dei motori, che hanno richiesto interventi urgenti di adeguamento tecnico prima della ripresa del servizio.
La Guardia Costiera ricorda che il mancato rispetto delle disposizioni ambientali può comportare sanzioni e, nei casi previsti dalla legge, anche il fermo della nave e la segnalazione all’Autorità Giudiziaria.
Le nuove procedure anche nei porti di Fiumicino, Gaeta, Ponza, Anzio e Terracina
L’iniziativa non resterà limitata allo scalo di Civitavecchia. Le procedure operative saranno infatti adottate da tutti i Comandi della Direzione Marittima del Lazio, interessando anche le navi in arrivo nei porti di Fiumicino, Gaeta, Ponza, Anzio e Terracina.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare la prevenzione ambientale attraverso una maggiore collaborazione con gli operatori del settore, mantenendo alta l’attenzione sulla qualità dell’aria e sulla riduzione dell’inquinamento acustico.
Un’attività che, nelle intenzioni della Guardia Costiera, dovrà contribuire a conciliare l’operatività e lo sviluppo dei porti con la tutela dell’ambiente e della qualità della vita delle comunità che vivono nelle aree circostanti.
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