Acquapendente, Lirio Abbate inaugura l’estate culturale tra mafia, memoria e diritti delle donne

Sarà il giornalista e saggista Lirio Abbate ad aprire il programma culturale dell’estate 2026 ad Acquapendente. L’appuntamento è fissato per venerdì 19 giugno alle 18.30 alla Biblioteca Comunale di via Cantorrivo, dove l’autore presenterà il libro I diari del boss. Parole, segreti e omissioni di Matteo Messina Denaro, pubblicato da Rizzoli. A dialogare con lui sarà il giornalista Francesco Corsi.

Il volume nasce dall’analisi dei documenti personali ritrovati dopo l’arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro. Attraverso appunti, riflessioni e scritti privati, Abbate propone un approfondimento sulle dinamiche interne della criminalità organizzata e sulla figura dell’ultimo grande protagonista della stagione stragista di Cosa Nostra.

“Cultura alla Fonte della Rugarella” dedicata agli 80 anni del voto alle donne

Dopo l’incontro con Abbate prenderà il via l’edizione 2026 di Cultura alla Fonte della Rugarella, la rassegna promossa dal Comune di Acquapendente che quest’anno sarà dedicata al tema “1946-2026. 80 anni di voto alle donne”, in occasione dell’anniversario del referendum istituzionale che segnò la nascita della Repubblica Italiana.

Il primo appuntamento sarà il 25 giugno con Rosy Bindi, che presenterà l’opera Don Milani e la Costituzione. Seguiranno nelle settimane successive gli incontri con Ritanna Armeni, Marilù Oliva, Angela Iantosca e Viola Ardone, protagoniste del panorama culturale e giornalistico italiano.

Tra memoria storica e approfondimento culturale

La rassegna rientra nel cartellone di Acquapendente Estate 2026 e propone un percorso che unisce attualità, riflessione civile e valorizzazione della memoria storica. Il calendario si concluderà il 30 luglio con un appuntamento dedicato alla storia locale: Diari aquesiani della seconda guerra mondiale. Documenti, manoscritti, immagini, racconti e ricostruzioni, iniziativa curata da ArcheoAcquapendente, Archivio Storico e Biblioteca Comunale.

Un programma che conferma il ruolo della città come punto di riferimento culturale dell’Alta Tuscia, capace di ospitare autori, studiosi e personalità impegnate nell’approfondimento dei grandi temi della società contemporanea.