
Domenica 18 gennaio 2026, alle ore 19.00, nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, nel rione della Boccetta a Cerveteri, andrà in scena una rappresentazione teatrale religiosa dedicata alla figura di Sant’Antonio Abate, uno dei santi più radicati nella tradizione popolare. Lo spettacolo è di e con Agostino De Angelis e nasce su iniziativa del parroco Don Gianni Sangiorgio della Parrocchia Santa Maria Maggiore. L’evento si inserisce nel calendario delle celebrazioni antoniane, proponendo un racconto teatrale che intreccia spiritualità, memoria e identità collettiva.
Una narrazione corale tra parole, musica e immagini
La rappresentazione è costruita attraverso parole e azioni sceniche affidate ai lettori delle parrocchie Rossella Travagliati, Elsie Papi, Patrizia Paoletti, Gigliola Ricci, Alessandra Magrelli, Decio Bagni, Renato Arseni, Roberta Lautizi, Elio Lucci e Bruno Frosi. Partecipano inoltre gli attori dell’Academy for Theater, Cinema and Cultural Heritage e gli alunni della scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo Cena, con il coordinamento della professoressa Ilaria Dall’Acqua. I canti sono affidati ai cori delle parrocchie di Santa Maria Maggiore, Santissima Trinità e Santuario Nostra Signora di Ceri, con Christian Proietti all’organo, diretti dal Alessio Piantadosi, con la partecipazione al clarinetto del Amedeo Ricci e del soprano Elena Danusia. Le suggestioni visive sono curate da Desirée Arlotta.
Un progetto culturale e spirituale per il territorio
La regia di Agostino De Angelis utilizza un linguaggio essenziale ed evocativo, in cui la narrazione si intreccia a momenti di riflessione sul rapporto tra uomo, fede e comunità, restituendo una figura di Sant’Antonio Abate come portatrice di valori universali e attuali. La scelta della chiesa come spazio scenico diventa parte integrante del racconto, rafforzandone il significato simbolico. Lo spettacolo è organizzato dall’Associazione Culturale ArcheoTheatron con il patrocinio gratuito del Comune di Cerveteri, della Regione Lazio e della Città Metropolitana di Roma Capitale, offrendo alla comunità un’occasione di partecipazione culturale e religiosa nel cuore della città.
