Etruschi in Toscana, nasce una rete e un progetto per un museo diffuso tra Volterra, Cortona e Populonia

Riceviamo e pubblichiamo

Il primo stanziamento vale 869 mila euro ma il progetto complessivo è molto più ampio: cinque milioni e un obiettivo preciso, valorizzare in modo integrato musei, aree archeologiche e territori dell’immaginario triangolo etrusco di Volterra, Cortona e Populonia.

La giunta regionale ha appena dato il via libera alla firma di un accordo a quattro tra Regione Toscana e le tre amministrazioni comunali coinvolte: biglietti per favorire visite multiple, eventi coordinati, percorsi che si intersecano e poi mappe cartacee e digitali e un sito web unico, con uno storytelling complementare sulla grande cultura etrusca e un’app da smartphone per proporre strade poco conosciute ma ricche di storia.

L’idea in sintesi è questa ma il progetto, di cui è stato approvato lo studio di fattibilità, è a sua volta parte di un disegno ancora più ampio. “La cornice – spiega la vice presidente della Toscana ed assessore alla cultura, Monica Barni – è quella della valorizzazione e messa in rete del patrimonio culturale, materiale e immateriale, nelle aree di attrazione di rilevanza strategica in modo da consolidare e promuovere processi di sviluppo. E per questo scopo, appunto, intendiamo valorizzare la rete dei grandi attrattori culturali museali, dando vita ad un sistema museale regionale articolato in aree tematiche”.

Nel caso dell’accordo tra Cortona, Volterra e Piombino, che prevede la creazione di un museo diffuso dedicato agli Etruschi, i 5 milioni saranno alla fine equamente ripartiti tra i tre territori.

Al momento si parte però con tre interventi da 869 mila euro, preliminari e strutturali, che riguardano la realizzazione nel museo archeologico di Cortona di un nuovo impianto di condizionamento, la sostituzione dell’illuminazione per ottimizzare i consumi e l’estensione del wi-fi a tutte le sale (costo 462 mila euro), la realizzazione sempre a Cortona della copertura della tomba 1 del tumulo II del Sodo (300 mila euro) che per quindici anni saranno in uso al Comune e la riqualificazione, al Museo archeologico del territorio di Populonia, dell’impianto di illuminazione in modo da rendere il percorso museale fruibile anche agli ipovedenti (107 mila euro). I primi due interventi saranno conclusi entro l’ottobre del 2019, il terzo a febbraio del 2018. La Regione partecipa, con risorse europee del Por Fesr, con poco meno di 609 mila euro: il 30 per cento che rimane sarà a carico delle amministrazioni comunali. Le altre operazioni previste dal progetto sono rinviate a successivi atti e impegni di spesa.

“La Toscana – c onclude la vice presidente ed assessore alla cultura, Monica Barni – ha una grande eredità di cultura che le arriva dal passato. La sfida è quella di creare un sistema che unisca e meglio valorizzi i tanti musei e gioielli diffusi sul territori: una sfida nel mettere in connessione mondi e linguaggi diversi che non riguarda solo i tesori che ci hanno lasciato gli Etruschi ma che, in Toscana, non può non considerare le vestigia di questo antico popolo. Si tratta di un intervento al centro dell’agenda regionale di questo assessorato”.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sono ammessi i seguenti TAG HTML : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>