“L’Articolo Determinativo”: on line il blog scolastico dell’IIS Cardarelli

Riceviamo e pubblichiamo

L_Articolo_DeterminativoNel 2009 il film Julie&Julia di Nora Ephron si spingeva a toccare un territorio ancora poco conosciuto, per molti del tutto inesplorato: quello della scrittura di blog, vere e proprie pagine di diario personale in rete, attraverso le quali affrontare le più svariate tematiche. Nel film, per esempio, il blog narrava gli esperimenti culinari della protagonista.

Da allora è passato del tempo ed oggi per molti mantenere un blog è una faccenda quotidiana. Di cosa si scrive? Di tutto… o di niente, se preferite. Ce ne sono per tutti i gusti. L’ultima frontiera sembrano essere i blog di classe o scolastici. ‹‹Capirai che novità!›› diranno alcuni. ‹‹È solo un modo per far rientrare dalla finestra l’ormai polveroso, obsoleto giornalino di classe, uscito da parecchie porte tempo fa.›› E magari senza neppure superarne i limiti: come gli articoli spesso pretenziosi ed arroganti; o l’impaginazione sciatta, quasi “casareccia”. Insomma, cosa cambia con questi edu-blog? Soltanto l’aspetto, che si fa più nativo-digitale, più 2.0? Per molti siti è proprio così. Ma con le dovute eccezioni.

Da circa un mese è online un blog scolastico ben lontano dal quadro appena tracciato. Lo si capisce già dal titolo, un chiaro manifesto della motivazione dei giovani reporter a scrivere, descrivere e, perché no, criticare il mondo-scuola nel quale sono immersi. È L’Articolo Determinativo il blog dell’Istituto “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, gestito interamente da allievi del primo anno (articolodeterminativo.wordpress.com).

Il blog colpisce gli occhi del cibernauta con la sua freschezza e la sua dinamicità. Vincente appare anche il layout, sobrio ed elegante, quanto giovane e moderno. Ma l’ingrediente più prezioso è la qualità degli articoli. Divisi nelle varie rubriche, VeraVox, La Filosofia dello Studente, Cronaca Scolastica, L2, Arte, Cine&Libri, presentano tutti un tratto in comune: sono ben scritti, scorrevoli ed autentici.

Peccato che non sapremo mai chi siano davvero i giornalisti, protetti da imperscrutabili nicknames. D’altra parte, ciò che più importa non è chi scrive, ma cosa si scrive, non è vero? Quel che conta è che questi studenti abbiano saputo trasformare quello che poteva rimanere un mero, arido laboratorio di scrittura – utile, senza dubbio, ma pur sempre un’attività d’addestramento – in una finestra dalla quale non solo i ragazzi potranno osservare e riflettere sui fenomeni che avvengono intorno a loro, ma attraverso la quale anche noi, da fuori, potremo affacciarci curiosi sul mondo della scuola.

E qualche volta, bisogna pur dirlo, quello che ci troviamo ci piace tanto!