Riceviamo da Assolidi Tarquinia e pubblichiamo
Negli ultimi mesi si sta diffondendo con crescente evidenza una problematica che riguarda da vicino il paesaggio e l’equilibrio ambientale del Lido di Tarquinia infatti molti pini risultano infestati dalla Toumeyella parvicornis, nota come “cocciniglia tartaruga”, un insetto parassita originario del Nord America.
Uno dei segnali più immediati e riconoscibili della presenza dell’insetto è la cosiddetta “pioggia” di una sostanza appiccicosa che cade dagli alberi. Si tratta della melata, un liquido zuccherino prodotto dalla cocciniglia che si deposita sulle strade e su quanto si trova sotto le chiome, rendendo evidente anche ai non esperti lo stato di sofferenza delle piante.
Il problema, tuttavia, non è soltanto estetico o di disagio temporaneo. L’infestazione, se non contrastata, può portare al disseccamento dei pini in un arco di tempo relativamente breve, generalmente tra i due e i tre anni. La rapidità di propagazione del parassita fa temere conseguenze ben più ampie, nella prospettiva peggiore la perdita del patrimonio arboreo del Lido, con un impatto ambientale che potrebbe assumere dimensioni difficilmente reversibili.
Consapevole della gravità della situazione, emersa negli anni dieci soprattutto in Campania e nel Lazio, il Ministero dell’Agricoltura è intervenuto già nel 2021 con il Decreto del 3 giugno 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.173 del 21 luglio 2021), stabilendo misure fitosanitarie specifiche per il contenimento della diffusione dell’insetto. Tra le disposizioni previste, vi è l’obbligo per tutti i proprietari di alberi infestati di darne comunicazione al Servizio fitosanitario regionale competente. La segnalazione può essere effettuata anche attraverso l’applicazione mobile “Morgana”, strumento pensato per facilitare il monitoraggio e l’intervento tempestivo. Per coloro che contravvengono alle disposizioni del Decreto si applicano le sanzioni previste dal D.Lgs 02/02/21 n°19.
È importante sottolineare che l’infestazione è curabile. Esistono trattamenti sistemici relativamente accessibili, sia dal punto di vista economico sia operativo, che garantiscono una protezione efficace della pianta per un periodo compreso tra i 12 e i 18 mesi. Intervenire per tempo significa, nella maggior parte dei casi, salvare l’albero e contribuire a preservare l’intero ecosistema del litorale.
Da qui nasce un’esigenza che riguarda privati cittadini ed amministrazione comunale. La cura del patrimonio arboreo non è soltanto una questione di decoro, ma un investimento sul benessere collettivo. I pini, con la loro presenza, contribuiscono in modo significativo alla qualità dell’aria, all’ombreggiamento degli spazi urbani e al valore paesaggistico del territorio.
Alla luce di quanto già accaduto, come nel caso degli interventi che hanno distrutto il patrimonio arboreo di viale Mediterraneo e, precedentemente, viale Andrea Doria, l’auspicio è che non si debba assistere a un’ulteriore perdita del verde che caratterizza il Lido di Tarquinia. La diffusione della cocciniglia tartaruga rappresenta una minaccia concreta, ma anche un’occasione per intervenire in modo consapevole e coordinato, evitando che un problema affrontabile si trasformi in un danno irreparabile.
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