Rotaract Club Civitavecchia: chiuso l’anno sociale con un passaggio di consegne

Riceviamo e pubblichiamo

Si è concluso ieri, giovedì 29 giugno, l’anno sociale 2016/2017 del Rotaract Club Civitavecchia, associazione promossa dal Rotary International, diffusa in tutto il mondo.

Presso il “Sunbay Park Hotel” ha avuto luogo il passaggio delle consegne tra il Dr. Alessio Di Bartolomeo ed il nuovo Presidente Sabrina Salani, che dal 1° luglio prenderà quindi ufficialmente le redini del Club. Un bilancio estremamente positivo quello di quest’ anno, nel corso del quale sono state elaborate e messe in opera attività di altissimo livello, che hanno visto il coinvolgimento di professionisti di caratura nazionale ed addirittura internazionale, come nel caso del Prof. Dr. Alessandro Meluzzi e della Dr. Tonia Bardellino, in più occasioni presenti ai convegni organizzati dai giovani rotaractiani.

Convegni, ma non solo, in quanto il Club ha portato avanti anche attività di diverso genere, tra le quali spicca il progetto nelle scuole civitavecchiesi “No alla violenza”, nonché le numerose attività di “service”, che da sempre fanno del Rotaract un’ associazione tanto apprezzata, ancora oggi portatrice di valori nobili, al completo servizio della società. Da registrare inoltre la presenza del Club anche a Tarquinia, teatro quest’ anno del progetto “Ricostruzione Musicale”, in sostegno alle popolazioni tragicamente colpite dai terremoti.

Un ottimo lavoro quindi, quello dei ragazzi rotaractiani, abilmente guidati da un eccellente Alessio Di Bartolomeo, che si è distinto per il grande impegno, professionalità e carisma. Il Dr. Di Bartolomeo lascia pertanto un club sano, forte, animato dall’ entusiasmo dei suoi soci, fortemente radicatosi nella cittadinanza locale e ricco di progetti in fieri. Progetti che verranno portati avanti dal neo Presidente Salani, che già ieri è apparsa fortemente motivata e carica, in vista del prossimo anno. “Trovarsi insieme è l’ inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo”, la frase con cui Di Bartolomeo ha chiuso ieri il suo discorso. Ad maiora.

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