Tarquinia, la nota dell’amministrazione: “Il Comune ha esercitato il diritto di prelazione sull’appartamento confinante con l’Archivio Storico”

Riceviamo dal Comune di Tarquinia e pubblichiamo

Il Comune di Tarquinia ha manifestato la volontà di esercitare il diritto di prelazione per l’acquisizione dell’appartamento in via dei Granari 24-28, confinante con l’Archivio Storico, come stabilito dalla deliberazione di Giunta n. 85 del 15 maggio 2026. Una decisione rilevante per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale cittadino, che consentirà all’Ente di acquisire un immobile strategicamente inserito in un contesto di alto valore culturale.

Occorre però ricostruire con chiarezza come si è arrivati ai fatti odierni. La vicenda nasce nel 2022 e porta con sé responsabilità politiche precise della precedente amministrazione Giulivi. Dopo il riconoscimento dell’interesse culturale del complesso, avvenuto nel dicembre 2021, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, con nota del 15 febbraio 2022, aveva indicato al Comune la possibilità concreta di esercitare la prelazione a condizioni economicamente vantaggiose che possono arrivare fino al 50% di sconto del prezzo di mercato, come prevedono le norme di valorizzazione del patrimonio regionale nel caso di trasferimenti a Enti pubblici.

Quell’opportunità non è stata semplicemente colta: è stata ignorata. Nessun atto, nessuna iniziativa, nessuna risposta formale da parte dell’Amministrazione Giulivi. Oggi lo stesso immobile è stato messo in vendita a valori di mercato, con un aggravio significativo per l’Ente rispetto alle condizioni che erano disponibili allora. L’attuale Amministrazione è quindi chiamata a intervenire per rimediare a ciò che altri hanno lasciato decadere, riaffermando con forza l’interesse pubblico e la necessità di una gestione responsabile dei beni culturali. L’esercizio della prelazione non è soltanto una scelta di tutela: è
la conseguenza diretta di una grave occasione perduta.

Di fronte a scelte mancate e a evidenti sottovalutazioni del passato, la nostra Amministrazione è intervenuta per recuperare opportunità perse e ricostruire una linea di coerenza nella tutela dei beni comuni. È su questa differenza di approccio — tra inerzia e responsabilità, tra approssimazione e programmazione — che si misura la distanza tra chi ha disperso occasioni strategiche per la città e chi si è assunto il compito di rimediare.

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